Rifiuti: Moretti-Celotti (Pd), Regione chiarisca su termovalorizzatore a San Giorgio. Quale il ruolo di Cafc?
«All’indomani dell’insediamento del nuovo consiglio di amministrazione di Cafc, al quale auguriamo buon lavoro, non possiamo che ribadire la nostra contrarietà a un progetto come quello del nuovo termovalorizzatore in zona Aussa Corno che, fuori da ogni pianificazione regionale, avrebbe un impatto stravolgente sull’intero sistema regionale dei rifiuti, dei trasporti e dell’ambiente, senza contare le ricadute sul territorio del sangiorgino». Lo affermano il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Diego Moretti e la consigliera Manuela Celotti, primi firmatari dell’interrogazione del dicembre 2025 con la quale si chiede al presidente della Regione di conoscere la posizione dell’amministrazione regionale sull’ipotesi di termovalorizzatore in zona industriale Aussa Corno, in Comune di San Giorgio di Nogaro.
«Per questa situazione, dopo l’interrogazione e la richiesta di audizione che abbiamo sottoscritto assieme ad altri colleghi di gruppo e dell’opposizione, abbiamo trasmesso nei giorni scorsi una richiesta di accesso agli atti (inviata alle multiutility Cafc, Net, A&T 2000 e Isontina Ambiente) proprio per conoscere se e cosa, a livello documentale, le stesse abbiano ricevuto dalla società proponente rispetto all’investimento proposto. Il tutto, mentre sussistono tuttora nodi irrisolti, tra cui il silenzio tombale dei vertici della Regione Fvg, in primis del presidente Fedriga. Proprio per questo, è venuto il momento di chiarire chi, in Regione, sapeva, cosa sapeva e da quanto».
Per Moretti e Celotti, l’audizione richiesta qualche settimana fa dall’opposizione in IV commissione dell’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente, dei Comuni interessati, delle società che gestiscono il ciclo dei rifiuti in Friuli Venezia Giulia e dei proponenti dell’investimento e la stessa richiesta di accesso agli atti «dovrà chiarire la posizione dei vertici regionali sulla questione e perché si continui a fare riferimento alla società Cafc, che a oggi si occupa di acqua e non di rifiuti e che quindi non si capisce che ruolo dovrebbe avere in questo controverso progetto». Nel merito, continuano, «non si può ignorare che si parla di un impianto da 500mila tonnellate annue mentre il Piano regionale dei rifiuti (il cui ultimo aggiornamento è del 2022) per il completamento del ciclo sul territorio del Fvg, prevede un nuovo impianto con una capacità massima di 100-120mila tonnellate, con tutto quello che questo comporterebbe in termini di dimensioni dell’impianto, ma anche di carico sulla viabilità stradale, ferroviaria e sul porto, così come non banale è la questione della destinazione d’uso, frutto della richiesta del Comune di San Giorgio e della decisione della Conferenza dei servizi del 2015 sull’ex area Eurofer, che ad oggi non risulta prevedere insediamenti di impianti di termovalorizzazione di rifiuti». Per questo, concludono, «la Regione deve uscire dall’ambiguità tenuta finora e chiarire la propria posizione, assumendosi fino in fondo la responsabilità politica che le compete davanti ai cittadini del Friuli Venezia Giulia».
Aussa Corno. Capozzi (M5S): Ex Eurofer, urge chiarezza su destinazione d’uso




