Rimesso in funzione l’impianto di rifiuti a Pradamano sequestrato dal Noe. Violazioni solo formali, messe in regola le carte

L’impianto di smaltimento e lavorazione rifiuti di Pradamano è rientrato in funzione dopo solo 10 giorni dal sequestro cautelativo. La Procura di Udine ha infatti disposto il dissequestro dello stabilimento della Ergoplast   a cui il Nucleo operativo ecologico dei carabinieri aveva posto i sigilli per la mancanza dell’autorizzazione che certificava il collaudo finale. Durante il controllo del Noe del 16 settembre non aveva provveduto alla nomina del collaudatore finale dell’impianto, nonché alla voltura della fideiussione in essere, già intestata al comune di Pradamano, secondo le disposizioni normative precedenti, a favore della Regione in base a quanto oggi stabilito. Tale dimenticanza era relativa ad adempimenti meramente formali secondo le dichiarazioni dell'azienda sarebbe dipesa da un fraintendimento conseguente alle nuove normative che hanno comportato la soppressione delle Province e il trasferimento delle loro competenze alla Regione. Nella vecchia normativa, infatti, la competenza della nomina del collaudatore finale incombeva alla Provincia, adesso invece tale onere è stato trasferito in capo all’impresa che effettua i lavori. La società ha dato immediato corso a tutti gli adempimenti, che nel giro di qualche giorno sono stati completati, acclarando la piena rispondenza dell’impianto al progetto autorizzato e alle normative vigenti con garanzia di massimo livello di sicurezza e di attenzione per l’ambiente.