Salario minimo: Bonafoni (Pd), importante apertura dal presidente di Confindustria Pierluigi Zamò

“Confindustria mostra una disponibilità al dialogo e all’apertura sul salario minimo perché sa perfettamente che aumentando il potere d’acquisto dei lavoratori e delle lavoratrici e migliorando la qualità del lavoro, in termini di investimenti in formazione, tutele e diritti — cresce anche l’economia e la ricchezza di un territorio. “Dall’appello che è stato fatto oggi qui potremo contaminare positivamente il resto d’Italia, a fronte di un dato evidente: in Italia quattro milioni di persone lavorano con un contratto regolare, eppure non riescono a vivere di quel lavoro”. Lo ha detto oggi a Udine la coordinatrice della segreteria nazionale del Pd Marta Bonafoni, a margine della conferenza programmatica del Pd Fvg, riferendosi alle parole del presidente di Confindustria Fvg Pierluigi Zamò che, poco prima, aveva detto “sul salario minimo io sono d’accordo”.

La coordinatrice della segreteria nazionale del Pd Marta Bonafoni

“Qui ci sono tutti i presupposti – ha osservato l’esponente dem – per mettere a fattor comune, a livello del partito nazionale, un lavoro importante. La prima cosa da fare, però, per affrontare questa sfida e per portare a casa un risultato duraturo è lasciare porte e finestre aperte. Cioè non chiuderci dentro le stanze del partito. E questo appunto – ha concluso Bonafoni – non sta accadendo qui oggi a Udine”.

Ma cosa ha detto esattamente il presidente di Confindustria Fvg Pierluigi Zamò:

“Tutti noi, cosa saremo in grado di dire se la domenica dovessimo andare a piedi pur di non usare il gas russo, saremo in grado di farlo o no? Io mi iscriverò da quella parte lì”. Lo ha detto oggi a Udine il presidente di Confindustria Fvg Pierluigi Zamò, invitato alla conferenza programmatica del Pd Fvg nello spazio riservato ai contributi esterni.

Il presidente di Confindustria Fvg Pierluigi Zamò, invitato alla conferenza programmatica del Pd Fvg

A proposito del fenomeno migratorio, Zamò ha citato i versi “libars di scugnî lâ” del poeta friulano Leonardo Zanier, per ricordare che un tempo quelli che se andavano dal Friuli “eravamo noi” e ha indicato una via perseguita dagli industriali con il “progetto Ghana” e le relazioni con l’emigrazione friulana in Argentina.
Soffermandosi sul tema dell’attrattività territoriale, Zamò ha sottolineato l’importanza della politica della casa, proponendo “una legge che favorisca il rientro attraverso un fondo dedicato, personalizzato, magari con diciamo un mutuo agevolato, coinvolgendo banche e cooperazione”.
Invitando a “entrare nel dettaglio” Zamò ha dichiarato che “sul salario minimo io sono d’accordo” e ha richiamato l’esperienza di Adriano Olivetti, sottolineando che le aziende sono un fattore importante di coesione della comunità” e dunque “il welfare è giusto”.
Sistema finanziario regionale, consorzi, filiere, infrastrutture, energia sono anche temi entrati nel ragionamento di Zamò che, in particolare, ha puntualizzato “non dobbiamo rinunciare alla ricerca sul nucleare”.