Salute Fvg: per Riccardi nel flusso ambulatoriale va tutto bene, ma la realtà lo smentisce

L’assessore alla sanità Riccardo Riccardi in III Commissione del Consiglio Regionale  ha analizzato i dati sulla mobilità sanitaria che secondo lui  sono positivi in quanto sarebbe: “aumentata la produzione interna anche di tre o quattro volte rispetto al passato”.  Secondo l’assessore “di fronte al fenomeno della mobilità sanitaria, il sistema regionale sta dimostrando una buona capacità di reazione. Abbiamo aumentato in maniera significativa la capacità di produzione interna, con valori che in alcune specialità sono cresciuti di tre o quattro volte rispetto al passato, e abbiamo invertito il saldo nella specialistica ambulatoriale: nel 2025 abbiamo finalmente superato la soglia in cui l’attrazione dei pazienti verso le nostre strutture è superiore alla fuga verso altre regioni”. Riccardi dal canto suo ha evidenziato come la strategia intrapresa stia dando i primi frutti strutturali. Dimentica di essere al timone della sanità Fvg da sei anni, un tempo piuttosto lungo per avere solo “i primi frutti”. Comunque le dichiarazioni dell’assessore sono state accolte da una vera è propria ondata di prese di posizione da parte delle opposizioni:

Salute: Conficoni (Pd), fuga di pazienti, sistema in deterioramento

«I numeri sulla fuga di pazienti fuori regione sono inclementi e registrano un significativo peggioramento da quando Fedriga si è insediato, otto anni fa, alla guida della Regione. Le liste d’attesa pesano come un macigno, ma la Lega nel suo recente documento contesta la ricetta elaborata dall’assessore Riccardi per correggere una preoccupante deriva». Lo afferma il consigliere regionale Nicola Conficoni (Pd), a margine dell’audizione in terza commissione dell’assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi che si è tenuta questa mattina, per illustrare gli orientamenti strategici della Giunta regionale a riguardo.

«Fino al 2018 il saldo della mobilità sanitaria dei cittadini del Fvg era positivo, oggi invece risulta essere negativo per quasi 10 milioni. È necessaria un’attenzione particolare sul pordenonese, il territorio più vicino al confine Veneto, dove si registrano maggiormente le fughe». A fronte dei dati emersi nell’audizione odierna, continua Conficoni, «la sintesi è che tra il 2018 e il 2024 le cose che hanno funzionato peggio sono più di quelle che hanno funzionato meglio e abbiamo perso competitività rispetto alle altre regioni. Diversamente da quello che si vuol far credere, questo non può essere imputato alla demografia che colpisce tutti i territori. Evidentemente il Fvg ha saputo affrontare il fenomeno meno efficacemente. In definitiva – conclude – dobbiamo prendere atto che dopo otto anni di governo caratterizzati da un saldo negativo, le ricette portate avanti dall’assessore Riccardi sono contraddette da una forza di maggioranza, la Lega, che ha messo in fila tutti i mali del sistema, che il Pd denuncia da anni e chiede con forza di affrontare rafforzando il servizio pubblico».

 

Salute: Martines (Pd), serve progetto condiviso contro fuga pazienti

«Accanto ai progetti di partenariato pubblico privato, che però devono ancora concretizzarsi, sarebbe necessario individuare in maniera trasparente un progetto, magari condiviso con le opposizioni, che chiarisca le strategie per il futuro assetto sanitario regionale pubblico, che fa il pari con l’organizzazione della sanità territoriale e quindi avviare un percorso che freni la fuga di pazienti in particolare verso il Veneto. Si dovrà decidere quali funzioni dovranno essere concentrate nei centri di maggiore complessità e quali, dovranno rimanere diffuse sul territorio per garantire prossimità e accessibilità delle cure». Lo afferma il consigliere regionale Francesco Martines (Pd), primo firmatario della richiesta di audizione in terza commissione dell’assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi che si è tenuta questa mattina, per illustrare gli orientamenti strategici della Giunta regionale a riguardo. Un’istanza, questa, nata a seguito dei dati emersi dalla relazione al Parlamento sulla gestione dei servizi sanitari regionali elaborata dalla Corte dei conti per gli esercizi 2023-2024.

«L’audizione odierna era importante per capire le strategie ed eventualmente su quali proposte alternative anche l’opposizione possa ragionare, basandosi su fatti concreti, Oggi sono emersi dati importanti sul fatto che c’è stato negli ultimi anni un contenimento della fuga, un’inversione nel saldo della specialistica ambulatoriale, un aumento della produzione, assorbendo così anche la maggiore richiesta di prestazioni dettata inevitabilmente dall’aumento delle persone anziane che necessitano sempre di più di questo tipo di prestazioni, ma non si è riusciti ad andare oltre». Quello che secondo Martines è mancato, «a parte le previsioni del partenariato, è una chiarezza sugli interventi futuri sul pubblico, che potrebbero ridurre a breve e in maniera efficace e forte la fuga soprattutto verso il Veneto. È chiaro che la scarsa attrattività del sistema sanitario regionale si intreccia sulle previsioni di riforma del Ssn, che introduce il disegno di legge delega del Governo che prevede una revisione della classificazione delle strutture ospedaliere, prevedendo ospedali di terzo livello come centri di eccellenza». A tale riguardo, conclude Martines, «sarebbe importante che la Regione, agendo in anticipo rispetto ad altri, pensi anche a una possibile struttura sovra regionale: ma questo è possibile solo a fronte di interventi riorganizzativi che partendo dal progetto della rete oncologica si ritrovi una visione politica capace di tenere assieme interessi territoriali, qualità delle cure, sicurezza per gli utenti e sostenibilità del sistema».

Sanità, Honsell (Open): sulla fuga di pazienti in Veneto risposte insufficienti dall’assessore Riccardi

“Oggi in Commissione Sanità del Consiglio Regionale si è tenuta, dopo un po’ di maretta procedurale, l’audizione politica dell’Assessore Riccardi sul tema della fuga di pazienti in Veneto e sulle strategie regionali per il futuro del Sistema Sanitario Regionale. L’audizione è risultata tuttavia poco soddisfacente: l’Assessore non ha chiarito né quali siano le sorti delle manifestazioni d’interesse presentate da soggetti privati per la gestione di ospedali di rete pubblici, né in che modo la Regione intenda potenziare proprio quei servizi d’intervento ortopedico rivolti agli anziani, che rappresentano una delle principali sono la principale voce nelle richieste di intervento nelle strutture in Veneto.” Così si è espresso, in una nota stampa diffusa a margine della seduta, il consigliere regionale Furio Honsell di Open Sinistra FVG.
“L’Assessore – prosegue Honsell – continua a riferirsi al Piano Oncologico ma oggi questo non era il tema della discussione. Riteniamo inoltre inadeguata la modalità di analisi della problematica: qui è in gioco un servizio pubblico che deve garantire la presa in carico delle persone e il loro accompagnamento nei  percorsi di cura. Si è parlato invece solo di “produzioni”.” “Come Open Sinistra FVG – conclude Honsell – riteniamo che questa visione aziendalistica svolta in termini di prestazioni dovrebbe essere abbandonata. Sembra che si continui a considerare le persone solamente come cose. La lezione del COVID sembra ormai tragicamente dimenticata.”

Salute: Celotti (Pd), più forza al pubblico contro fuga pazienti

«Le mancate risposte nell’audizione odierna non hanno affatto contribuito a fare la sperata chiarezza su come la Regione intende frenare la fuga di pazienti fuori dal Fvg. E non è stato detto, nonostante le ripetute domande, se la crescita della produzione registrata in Friuli Venezia Giulia rispetto ad alcuni tipi di prestazioni, che dovrebbe limitare la fuga dei pazienti fuori regione, sia stata coperta dal pubblico o dal privato accreditato». Lo afferma la consigliera regionale Manuela Celotti (Pd), a margine dell’audizione in terza commissione dell’assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi che si è tenuta questa mattina, per illustrare gli orientamenti strategici della Giunta regionale a riguardo.

«Da quanto ci risulta, per determinate prestazioni, come quelle di chirurgia protesica, già oggi la maggior parte degli interventi vengono realizzati dal privato convenzionato e non più nel pubblico, che invece si occupa della traumatologia» continua Celotti secondo la quale «è facile intuire come questo tipo di dinamiche contribuiscono a rendere meno attrattivo il pubblico rispetto al privato per i giovani professionisti. Ma se l’obiettivo è quello di arginare la fuga fuori regione, la vera domanda è se si intenda allora farlo potenziando il sistema pubblico oppure dando forza al privato accreditato e attivando i famosi partenariati pubblico privati, che sono in corso di valutazione per gli ospedali di Latisana, Spilimbergo e per Gemona. Non se ne può più di sentire che l’unica soluzione ai problemi della sanità è un maggior ricorso al privato».

Inoltre, continua, «non è possibile analizzare i dati della fuga fuori regione senza connetterli con due altri dati significativi, ma che ci si è ben guardati dal citare: il taglio dei posti letto negli ospedali di base, che di fatto ha depotenziato la risposta di salute di questi ospedali (e guarda caso una quota importante di fuga riguarda i ricoveri ospedalieri), e le oltre 3.000 dimissioni volontarie di personale sanitario registrate in questi ultimi sei anni, che hanno fatto perdere al sistema professionisti e professioniste competenti, solo in parte sostituiti da giovani medici».

Salute: Fasiolo (Pd), politiche attrattive contro fuga di pazienti

«La mobilità sanitaria verso altre regioni è una problematica preoccupante che va contrastata attraverso politiche attrattive e affrontata all’interno di un nuovo assetto della riorganizzazione della rete ospedaliera e territoriale». Lo afferma la consigliera regionale Laura Fasiolo (Pd), a margine dell’audizione in terza commissione dell’assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi che si è tenuta questa mattina, per illustrare gli orientamenti strategici della Giunta regionale a riguardo.

«In un ragionamento complessivo sulla rete degli ospedali e quella territoriale ho sottolineato all’assessore Riccardi la necessità di pensare a una rivisitazione del piano oncologico che deve rispettare le eccellenze anche degli ospedali di base, vescica e colon-retto, di Gorizia e Monfalcone, ospedale su due sedi che vede vacillare le proprie prospettive di sede di chirurgia oncologica. Il percorso di riorganizzazione della rete ospedaliera, tirato fuori dal cassetto, non può essere sigillato così. E Gorizia – conclude – attende quanto prima un incontro pubblico alla presenza dell’assessore Riccardi e del direttore generale di Asugi, Poggiana».

 

Salute: la realtà cozza pesantemente con la narrazione dell’assessore

“L’audizione richiesta da alcuni consiglieri di opposizione in III Commissione doveva essere un momento importante per ascoltare l’assessore Riccardi su mobilità sanitaria e posizionamento degli ospedali nella riforma SSN. Si è trasformato invece in una proiezione di slide forniteci dai tecnici chiamati a supporto dell’assessorato, che ci consegnano un quadro estremamente positivo della sanità in FVG, di come si stia arginando la ‘fuga’ verso prestazioni in altre Regioni, prime fra tutte il Veneto.”
Così in una nota la Consigliera Regionale Serena Pellegrino, Alleanza Verdi e Sinistra, che prosegue
“Di fronte a un quadro di questo tipo ho chiesto che la Commissione potesse essere sospesa e differita ad altra data. Voglio ricordare che i dati devono essere accolti e quindi interpretati e non certamente assunti tout court per una fondamentale e corretta analisi, evitando errori decisionali.”
E prosegue l’esponente rosso Verde “Ho evidenziato che la realtà cozza pesantemente con la narrazione. C’è una decisa spinta verso l’aziendalizzazione della sanità e le chiusure di reparti, la riduzione delle prestazioni diagnostiche e i servizi, oltre al taglio dei posti letto stanno incidendo in maniera decisiva, sì che la fuga non sia solo degli utenti, ma anche degli operatori sanitari e dei professionisti.
Ho riconosciuto a Riccardi che il problema della sanità viene da lontano, addirittura dalla legge 833/78, più nota come riforma Anselmi, che ha istituito il Servizio Sanitario Nazionale (SSN), da subito bersaglio di uno smantellamento di quel welfare state che avrebbe dovuto segnare il passaggio definitivo da un sistema mutualistico, basato su assicurazioni di categoria, a un sistema pubblico, universale e finanziato dalla fiscalità generale.
Quello che appare evidente – prosegue Pellegrino – è che oggi si sta tornando a tempi precedenti la riforma, con in più il peso legato all’invecchiamento della popolazione.
A conclusione del mio intervento ho letto un documento elaborato dalla popolazione della Carnia, che si sente abbandonata in maniera significativa. Al termine del mio intervento – conclude la Consigliera di opposizione – ho ricordato all’assessore che le mie parole devono essere sempre intese come un contributo propositivo piuttosto che una mera opposizione, perché nel momento storico in cui ci troviamo non possiamo più avere contrapposizioni di parte, ma cercare di arrivare alla soluzione di un problema che a breve vedrà coinvolto un gran numero di persone che, uscite dal mondo del lavoro, entrerà a pieno titolo in quello del bisogno.”