Sanità allo sbaraglio: Lunedì Consiglieri regionali di fronte alla sede dell’Asfo «Preoccupati per la situazione in cui versa la sanità pordenonese»

Lunedì prossimo 20 dicembre, alle 12, i consiglieri regionali Tiziano Centis (Cittadini), Giampaolo Bidoli (Patto per l’Autonomia), Mauro Capozzella (Movimento 5 Stelle), Nicola Conficoni e Chiara Da Giau (Partito Democratico) ed Emanuele Zanon (Regione Futura-Gruppo Misto) si ritroveranno a Pordenone, davanti alla sede dell’Azienda sanitaria Friuli Occidentale (ASFO), per manifestare pubblicamente la propria preoccupazione rispetto alla situazione in cui versa la sanità territoriale nel Friuli Occidentale, in particolar modo all'indomani della bocciatura dell’Atto aziendale da parte del Collegio di direzione, sottoscritta da 21 dirigenti: primari, direttori di dipartimento, direttori di presidio, dirigenti di varie aree e dal presidente dell'ordine dei medici e degli odontoiatri. «Ciò che si palesava giorni fa con la prima astensione al documento presentato dal direttore generale Joseph Polimeni - hanno spiegato i consiglieri regionali - ora è drammaticamente reale. E il fatto che il collegio di direzione dell'Azienda sanitaria del Friuli occidentale, con il sostegno di molti dirigenti, abbia bocciato il Piano non può che preoccuparci molto perché restituisce l'immagine di un contesto aziendale dove le relazioni sono logorate oltre alle già tante riserve maturate fin qui rispetto a molte decisioni prese da questa Direzione sanitaria riguardo i servizi sanitari offerti nella provincia di Pordenone, specie nei territori periferici. Una sanità sempre più messa a dura prova dalle “riorganizzazioni”, che che non paiono tradursi al momento attuale in un miglioramento dei servizi per chi necessita di cure, indagini diagnostiche ed interventi e spingono coloro che possono permetterselo verso la sanità privata o fuori regione aggravando ulteriormente il bilancio della mobilità sanitaria di ASFO e facendo perdere attrattività alla stessa azienda. Il Presidente Fedriga e l’Assessore Riccardi devono assumersi le proprie responsabilità rispetto a un territorio, quello pordenonese, dove la sanità e i servizi offerti dai distretti stanno diminuendo, dentro un Piano aziendale che li vede sempre più depotenziati. Continueremo a ribadire in Consiglio regionale la nostra preoccupazione avanzando come sempre proposte e non soltanto critiche, ma lunedì lo faremo simbolicamente anche davanti alla sede dell’Azienda».