Sanità: Conti (Pd), Fvg tra peggiori per esodo medici ospedalieri. Conficoni fuga medici, altro duro colpo per Fedriga
“È un dato che conferma le nostre analisi e denunce. Da anni avanziamo proposte, sempre respinte, salvo poi vederle copiarle malamente e in ritardo. Da otto anni Fedriga e Riccardi assistono imbelli al progressivo impoverimento del patrimonio professionale e umano del nostro servizio sanitario senza avere la capacità di invertire questa drammatica tendenza. Il centrosinistra è pronto ad assumersi impegni e responsabilità”. E’ il commento della segretaria regionale del Pd Fvg Caterina Conti alla “Radiografia della sanità pubblica 2015-2025”, lo studio realizzato da Anaao Assomed Fvg sulle dinamiche del personale medico del Servizio sanitario nazionale nel decennio, da cui emerge che il fenomeno delle dimissioni volontarie dei medici ospedalieri supera i pensionamenti in termini particolarmente elevati nel Lazio, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia e Sardegna.
Rincara la dose il consigliere regionale Dem Nicola Conficoni secondo cui: «I numeri sull’esodo dei medici ospedalieri sono inclementi e registrano un significativo peggioramento da quando Fedriga si è insediato, otto anni fa, alla guida della Regione. Lui e Riccardi dovevano muoversi tempestivamente, invece sono rimasti a guardare per troppo tempo, aggravando un fenomeno che ha indebolito significativamente il sistema pubblico». Lo afferma il consigliere regionale Nicola Conficoni (Pd), commentando i dati forniti da Anaao Assomed, con l’analisi decennale del suo Centro studi sulla demografia del personale medico del Ssn, sull’esodo dei medici ospedalieri nelle regioni italiane che vede il Friuli Venezia Giulia tra le più colpite, dove i medici dimissionari sono da 2,4 a 3,3 volte quelli andati in pensione.
«L’inerzia con cui la Giunta ha colpevolmente ignorato le numerose sollecitazioni ad agire, ha contribuito ad alimentare l’esodo di professionisti. Dandoci tardivamente ragione, il centrodestra ha fatto propria la nostra proposta di incentivare il personale, bocciata in svariate occasioni, la prima nel dicembre del 2023. Se non si fosse perso tutto questo tempo prezioso, avremmo potuto trattenere alcuni operatori in fuga. In molti reparti, infatti, i nuovi ingressi non hanno compensato le uscite».




