Schengen. Capozzi-Patuanelli (M5S): Basta slogan e imposizioni, urgono politiche condivise

“La sicurezza dei cittadini rappresenta una priorità assoluta e non può essere ridotta a slogan oppure a operazioni mediatiche. Al contrario, il ricorso a misure emergenziali permanenti rischia soltanto di alimentare paure e tensioni, senza offrire invece le auspicabili soluzioni concrete”.

Lo evidenziano in una nota stampa condivisa la consigliera regionale Rosaria Capozzi (MoVimento 5 Stelle) e il collega capogruppo al Senato, Stefano Patuanelli, aggiungendo che “la sospensione, di fatto, di alcuni principi fondamentali dell’area Schengen viene giustificata dall’Esecutivo con esigenze di contrasto all’immigrazione irregolare e alla minaccia terroristica. Tuttavia, numerosi osservatori e le istituzioni europee hanno evidenziato come tali controlli producano risultati modesti rispetto agli obiettivi dichiarati, sottraendo risorse e personale delle forze dell’ordine al presidio ordinario del territorio”.

“A pagare il prezzo più alto – rimarcano gli esponenti pentastellati – sono così i cittadini e le comunità di confine. In particolare, tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia, sono migliaia i lavoratori transfrontalieri costretti quotidianamente a subire rallentamenti, code e disagi negli spostamenti per raggiungere il proprio posto di lavoro, con ovvie ripercussioni sulla qualità della vita e sull’economia locale”.

“Non è un caso – precisano ancora Capozzi e Patuanelli – che la Commissione Europea abbia recentemente invitato l’Italia e altri otto Stati membri a revocare progressivamente le restrizioni e a ripristinare la piena libertà di circolazione prevista dagli accordi di Schengen, riaffermando così la necessità di adottare misure proporzionate e realmente efficaci”.

“Sono invece necessarie e, ormai, oltremodo urgenti – sottolineano infine i rappresentanti del M5S – politiche europee condivise, investimenti nella cooperazione internazionale, nel controllo intelligente delle frontiere esterne dell’Unione e nel rafforzamento degli strumenti investigativi”.