Sergo M5s: “Centrodestra dice no anche al salario minimo”

“Tra le tante proposte del MoVimento 5 Stelle nella legge di stabilità bocciate dalla maggioranza, spicca il no all’ordine del giorno per sostenere l’introduzione del salario minimo orario a livello nazionale”. Lo rimarca il capogruppo pentastellato in Consiglio regionale, Cristian Sergo. “Si tratta di un istituto che esiste già in 21 Stati dell’Unione europea e che è già stato disciplinato da una direttiva comunitaria dello scorso 11 novembre. Nel Parlamento italiano sono all’esame delle Commissioni competenti alcuni disegni di legge in materia – ricorda Sergo -. Il salario minimo consentirebbe di ridurre le disuguaglianze e aumentare il potere d’acquisto dei lavoratori, in un Paese come l’Italia dove, secondo i dati INPS, 4,5 milioni di lavoratori guadagnano meno di 9 euro lordi all’ora mentre 2,5 milioni non arrivano a 8 euro” aggiunge il capogruppo M5S. “In questo modo – continua il capogruppo M5S -, si metterebbe finalmente fine alla proliferazione dei contratti ‘pirata’, stabilendo una soglia di dignità al di sotto della quale nessun contratto collettivo deve scendere e introducendo un meccanismo di sostegno alle imprese detassando gli incrementi retributivi. Stride quindi la bocciatura del nostro ordine del giorno, che chiedeva alla Giunta si sostenere, in tutte le sedi, atti e misure per arrivare all’istituzione del salario minimo anche in Italia”. “Fedriga si dimostra abile e attento a convocare la Conferenza delle Regioni che presiede solo per certe tematiche ma non per quelle che riguardano milioni di famiglie in difficoltà – conclude Sergo -. La conferma è l'appoggio a chi abolirebbe domattina il reddito di cittadinanza”.