Sergo (M5S). “Siamo davvero pronti a riusare le acque reflue depurate in regione?”
“Nella nostra Regione si continua a parlare di riuso delle acque, da quasi trent’anni. In una recente dichiarazione il Presidente del Cafc Benigno ha centrato il tema, in Italia si costruiscono le opere pubbliche solo se vantaggiose per le imprese, non quelle utili a salvaguardare l’ambiente. E’ dal gennaio 2002 che la Regione ha deliberato che a San Giorgio di Nogaro dovesse essere ‘realizzato l’acquedotto duale per l’utilizzo delle acque trattate presso l’impianto del Consorzio depurazione acque Bassa Friulana per tutti gli scopi industriali (raffreddamento, lavaggi, ecc.) che non necessitano di acque potabili o di qualità’. Eppure, siamo nel 2026 e ancora se ne parla”. A dirlo è l’ex consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle Cristian Sergo.
“Lo scorso mese abbiamo letto l’ennesimo annuncio su questo impianto, tornato in voga quattro anni fa, perché sarebbe stato utile all’acciaieria da costruirsi in Laguna, poi su questo progetto era calato il silenzio. Le imprese hanno così potuto continuare il loro prelievo di acqua potabile dalle falde della bassa friulana per il loro uso industriale, pagando cifre irrisorie di canone, invece di pagare le bollette dell’acquedotto. Adesso pare che le si debba anche incentivare a usare le acque reflue, invece di quelle potabili. La cosa curiosa – prosegue il pentastellato – è che per l’acquedotto duale nella zona industriale di San Vito al Tagliamento sono stati stanziati 33 milioni di euro, nel comune di Udine 13 milioni, nella bassa friulana, dove le acque verranno convogliate da Sud a Nord, con 7 milioni avremo due impianti per il recupero, uno nella Ziac e uno a Lignano”.
“Alla luce di queste discrepanze, sarà interessante capire come il Depuratore della città balneare potrà riutilizzare le acque che attualmente scarica in mare, o in laguna come avvenuto per quasi tutto il 2025, senza spendere fondi per adeguare l’impianto a quanto prevede il Piano regionale tutela acque sul suo dimensionamento. Il progetto di ampliamento e adeguamento presentato nel 2021 è stato ritirato e mai più presentato alla Regione. I limiti previsti dai regolamenti europei sul riuso delle acque sono molto stringenti e sul depuratore devono ancora essere portati a termine lavori previsti dal 1999 (di quattro lotti previsti non si possono ritenere conclusi nemmeno i primi due). Questo risulta ancor più rilevante tenendo conto di quanto ha riferito la consigliera regionale del movimento 5 stelle Capozzi, se è vero – conclude Sergo – che nella nostra Regione i limiti da rispettare vengono addirittura alzati o tolti del tutto, anche retroattivamente, pur di non sanzionare il gestore per gli sforamenti dell’impianto”.




