Sicurezza nel centro storico: Confcommercio Udine butta la maschera con il suo “piano operativo ringraziando Roberti”

La sicurezza dei cittadini, che sia problema reale o percepito, è una cosa seria e andrebbe affrontata in maniera seria, alla radice dei problemi, non certo spostando il “problema” in maniera securitaria da una zona all’altra della città. Sarebbe però intellettualmente disonesto negare che anche una maggiore presenza visibile di addetti alla sicurezza non è di per se negativa il problema che non basta, non risolve. Purtroppo ormai da troppo tempo le soluzioni proposte sono solo di natura securitaria e prevalentemente di immagine. Sembra essere in questo solco l’annuncio di Confcommercio Udine e del suo “spiegamento” di vigilantes.  Si legge in una nota stampa: “Una presenza quotidiana, visibile e strutturata per garantire che le sere d’estate nel centro storico di Udine scorrano all’insegna del decoro, dell’ordine e della sicurezza, sia per i cittadini sia per le imprese locali”. Fin qui tutto legittimo anche se come accennato non risolve il problema ma lo sposta in periferia, ma c’è di più ecco la scivolata politica a destra: “Confcommercio Udine ringrazia la Regione e in particolare l’assessorato Roberti per le risorse messe a disposizione”  Così in nome dell’assessore della giunta Fedriga Confcommercio, si legge,  ha costruito, e poi condiviso con tutte le Forze dell’ordine del territorio, una proposta operativa unica per l’impiego coordinato di Addetti ai Servizi di Controllo a favore delle imprese associate interessate”. «La sicurezza è il presupposto indispensabile per una città viva, attrattiva e accogliente – sottolinea il presidente provinciale Giovanni Da Pozzo –. Con questo progetto Confcommercio Udine offre un contributo concreto, responsabile e pienamente integrato con il lavoro delle istituzioni e delle Forze dell’ordine, affinché il centro storico possa essere vissuto con serenità da cittadini, imprese e visitatori. È un investimento sul decoro, sulla qualità della vita e sulla competitività della nostra città». Non una parola, ovviamente sul ruolo del Comune di Udine evidentemente sgradito, tanto che la nota prosegue: “Il documento di lavoro, finalizzato alla definizione dell’intesa prefettizia, delinea un piano d’azione capillare che prenderà il via venerdì 17 luglio e proseguirà fino al 13 settembre 2026, coprendo un totale di 59 serate consecutive”.

I numeri e i tempi del piano operativo che prevede lo “spiegamento” di ronde “commerciali”

La proposta prevede lo spiegamento di 10 addetti ogni sera, organizzati in coppie per presidiare contemporaneamente 5 aree operative individuate nel centro cittadino. Complessivamente, il progetto metterà a disposizione del territorio 4.280 ore di presidio, strutturate secondo la prevedibile affluenza di pubblico:
32 serate ordinarie da 6 ore ciascuna (previste il lunedì, martedì, giovedì e domenica, indicativamente dalle 18 alle 24) per un totale di 1.920 ore;
27 serate rinforzate da 8 ore ciascuna (fissate nei 26 mercoledì, venerdì e sabati del periodo, più una serata straordinaria legata a eventi di particolare richiamo, con orario 18 – 02) per un totale di 2.160 ore;
Una riserva per eventi con 10 estensioni da ulteriori 2 ore ciascuna (pari a 200 ore complessive aggiuntive) per ampliare la copertura o anticipare l’avvio del servizio alle 17 in caso di manifestazioni particolari.

Le cinque aree strategiche monitorate
Per garantire un presidio omogeneo, il centro cittadino è stato suddiviso in cinque zone chiave, in ciascuna delle quali opererà stabilmente una coppia di addetti:
Zona 1 (Via Poscolle – Piazza XX Settembre – Via Cavour): presidio del corridoio pedonale, della piazza e osservazione degli accessi.
Zona 2 (Via San Francesco – Via Vittorio Veneto – Via Manin): presidio dei tre assi di collegamento e gestione preventiva dei flussi verso l’area centrale.
Zona 3 (Via Mercatovecchio – Piazza Libertà): presidio dell’asse pedonale e monitoraggio dei passaggi con le zone limitrofe.
Zona 4 (Largo dei Pecile – Via Paolo Sarpi): presidio del largo e dell’area pedonale con segnalazione tempestiva delle criticità.
Zona 5 (Piazza San Giacomo): presidio stabile e chiaramente riconoscibile della piazza e dei suoi accessi per favorire un’ordinata presenza di pubblico.

Prevenzione ed esclusione di funzioni coercitive: “chiari i limiti d’azione”… e ci mancherebbe
La credibilità e l’efficacia del progetto poggiano sulla rigorosa definizione dei compiti degli addetti. Confcommercio Udine ribadisce con forza che gli addetti non svolgeranno in alcun modo funzioni di polizia privata né si sostituiranno alle Forze dell’ordine.
Il loro compito sarà prettamente preventivo: osservare i luoghi, agevolare il deflusso ordinato del pubblico, vigilare sulle vie di fuga dei locali e favorire la de-escalation verbale di eventuali tensioni. Gli addetti non avranno poteri coercitivi, non eseguiranno perquisizioni o identificazioni. Qualsiasi situazione di emergenza o pericolo che superi le loro specifiche competenze professionali comporterà l’immediata attivazione del Numero Unico di Emergenza 112.
Gestione, tracciabilità e regole certe
La gestione operativa dei turni, le sostituzioni e i briefing saranno affidati direttamente alle ditte esterne fornitrici del servizio, che impiegheranno esclusivamente personale qualificato e regolarmente iscritto negli elenchi della Prefettura. Confcommercio Udine agirà come titolare del progetto, coordinando il monitoraggio complessivo. Anche i commercianti e gli esercenti delle zone interessate potranno inviare segnalazioni, ma non avranno alcun potere di comando o coordinamento diretto sugli steward.
«Con questa proposta di lavoro vogliamo offrire una risposta concreta, ordinata e strutturata per la gestione dello spazio pubblico a favore dei nostri soci del centro storico: all’interno dell’area interessata dal progetto le insegne Confcommercio sono una settantina», dichiara il vicepresidente del mandamento di Confcommercio Udine, delegato alla sicurezza dell’associazione, Giovanni Pigani. «La sicurezza urbana – aggiunge – è un bene comune: integrando la vigilanza preventiva e non coercitiva degli steward con il lavoro indispensabile delle autorità di pubblica sicurezza, puntiamo a rendere Udine una città ancora più accogliente, dinamica e sicura per tutti».