Slovenia: Rojc (Pd), blocchi sul confine inutili e da ripensare

“Le autorità italiane dovrebbero ripensare il controllo dei confini: sarebbe aprire gli occhi sulla realtà, mostrare buon senso, smettere di considerare i cittadini come bambini cui raccontare favole. Noi chiediamo più sicurezza, presidi fissi nelle aree a rischio delle città, pattuglie più frequenti sul Carso, prevenzione e collaborazione transfrontaliera. Ma prese in giro no grazie. Tutti i residenti sono già consapevoli della inutilità dei blocchi statici sui valichi principali che attraversano le centinaia di chilometri di frontiera orientale”. Lo sostiene la senatrice Tatjana Rojc (Pd), intervenendo, anche alla luce di un’inchiesta giornalistica del gruppo Nem, in merito alla dichiarata volontà delle autorità italiane di mantenere la sospensione del trattato di Schengen al confine con la Slovenia, in vigore da ottobre 2023.
“La sospensione di Schengen era stata adottata in funzione antiterrorismo e – ricorda Rojc – nell’emergenza non ci siamo opposti al provvedimento. Ma cambia tutto se ora vien fuori che con questo sistema si vuol arginare la rotta balcanica. Perché tutti sanno che i passeur non si intimidiscono, i migranti continuano a scivolare oltre e li vediamo affluire come prima, per ritrovarsi magari in piazza Libertà a Trieste. E’ la prova che questo dispositivo costa e non serve allo scopo, a prescindere dalle cifre che ci snocciola il ministro Piantedosi che – segnala la senatrice dem – deve ancora rispondere alle interrogazioni del Pd”.
“Constato che sembra dimenticata – chiosa Rojc – almeno l’idea del muro lanciata anni fa dal presidente Fedriga”.