“Tolmezzo, Vie dei Libri”: tutto quello che non si potrà vedere, né ascoltare!

Riceviamo da Legambiente Carnia e pubblichiamo volentieri: E’ entrata nel vivo oggi, 12 giugno, dopo le “anteprime” dedicate al tema del “Terremoto” e all’inaugurazione della Mostra di Illegio, la quarta edizione di Tolmezzo, Vie dei Libri, la rassegna promossa dalla locale Amministrazione Comunale, che prevede, fino a domenica, una trentina di incontri con gli autori, distribuiti tra Piazza XX Settembre e vari spazi e sale del capoluogo carnico.
Si tratta, nelle intenzioni degli organizzatori, di un “festival” destinato ad unire cultura e turismo, rivitalizzando il centro storico e attirando un pubblico di appassionati proveniente da tutta la regione. Vista ormai la cospicua diffusione di iniziative analoghe, presenti in varie località (basti ricordare solo lo svolgimento dal 4 al 7 giugno de La Notte dei Lettori ad Udine e, in questo stesso fine settimana, di Book Week a Gorizia), per competere ci vogliono, però, idee originali e proposte interessanti e di attualità. In questo senso, la decisione di affidare la programmazione del “festival” e la scelta dei libri e degli autori da invitare, proprio ad un collaudato staff “professionale” guidato dal direttore di “PordenoneLegge”, Gian Mario Villalta, coinvolto anche in altri eventi simili, presenta inevitabilmente dei “pro” e dei “contro”.
Fin dalla prima edizione, comunque, tra i punti di forza di Tolmezzo, Vie dei Libri avrebbe dovuto esserci la “proposta varia e plurale”, assicurata anche dalla “collaborazione con il mondo dell’associazionismo”. Con largo anticipo sulla manifestazione, gli organizzatori hanno proposto, infatti, un incontro con i gruppi ed i circoli culturali della zona, invitandoli a formulare proposte e suggerimenti. Come già era avvenuto in passato, anche due “storiche” associazioni locali – il Gruppo Gli Ultimi ed il circolo Legambiente della Carnia – hanno fornito un ampio e variegato ventaglio di indicazioni, ma, quando, nei giorni scorsi, è stato reso noto il programma completo della manifestazione, di queste proposte non c’era più traccia: tutto bocciato e senza nemmeno una spiegazione!
Credo, quindi, che sia nell’interesse dei cittadini e dei fruitori di Tolmezzo, Vie dei Libri conoscere quello che era stato sottoposto agli organizzatori, in modo da valutarlo e confrontarlo con il programma ufficiale che, alla fine, è stato stabilito. La speranza è che quello che, per ora, essi si sono persi possa presto venire visto ed ascoltato a Tolmezzo o in qualche altra località della Carnia.

Le proposte che non sono state accolte.

Il Gruppo Gli Ultimi e il locale circolo di Legambiente avevano complessivamente indicato l’opportunità di presentare quindici libri in altrettanti incontri. Tra gli argomenti da affrontare ci sarebbero stati sia temi ambientali (come il riscaldamento globale e la ingiustizia sociale), sia di carattere storico, sia di stretta attualità (come lo sterminio in corso a Gaza e il fenomeno dell’over tourism). Pensiamo solo all’interesse che avrebbe sollevato la discussione sul libro “Oro colato”, dedicato alle Olimpiadi di Milano-Cortina, nel momento in cui viene indagata una funzionaria e stretta collaboratrice del Ministro Salvini. Per molte delle proposte era stato indicato anche un collegamento con un anniversario importante (è il caso della etno-musicologa Ella Adeievsky e alle sue ricerche sulla Val Resia, per la quale era stata proposta una conferenza-concerto o quello della morte di Michele Gortani, fondatore del Museo Carnico e il destino del fiume Tagliamento a sessant’anni dalla grande alluvione). Il tutto prevedeva il coinvolgimento sia di personaggi noti a livello nazionale che di autori e ricercatori friulani, disponibili ad intervenire gratuitamente.
Certo fa impressione che, in una cittadina che ha ricevuto la medaglia d’argento per il contributo dato dalla Carnia per la Resistenza, si rifiuti la proposta di invitare Antonio Scurati, autore di una serie di cinque volumi di successo su Mussolini e gli si preferisca Marcello Veneziani, definito uno dei rari “intellettuali di destra”. Così come fa sinceramente rabbia vedere scartato il libro “Il pianto delle rondini”, dedicato all’incendio nazi-fascista di Forni di Sotto, che sarebbe stata un’occasione per rendere un doveroso omaggio ad uno degli autori, Erminio Polo, recentemente scomparso.
Spero poi che nessuno osi motivare l’esclusione di Francesca Mannocchi, con la sua lettura-spettacolo ispirata a “Crescere, la guerra”, che ha avuto recentemente un grande successo per “Vicino/Lontano” ad Udine, nella Chiesa di San Francesco, con il fatto che non si sarebbe trattato di una “novità” assoluta per la regione; criterio che, evidentemente, non è stato applicato per Toni Capuozzo, all’ennesima presentazione del suo libro sul terremoto.
Non riuscendo a capire la logica delle scelte operate dagli organizzatori di Tolmezzo, Vie dei Libri, sorge il sospetto che, al di là delle dichiarazioni di apertura e pluralismo, abbia prevalsa la preoccupazione di non affrontare degli argomenti che avrebbero potuto irritare gli amministratori regionali, da cui dipende il finanziamento del “festival”, vista anche la vergognosa “ritorsione” applicata nei confronti della Fondazione Lucchetta-Ota-D’Angelo-Hrovatin (fortunatamente annullata dal TAR).
Un’altra spiegazione possibile è quella che accogliere integralmente le idee di Legambiente e del Gruppo Gli Ultimi avrebbe potuto mettere in imbarazzo chi è lautamente pagato per progettare la manifestazione tolmezzina.