Tragedia sul Tagliamento: il cordoglio di Oikos ets per la morte di Agshin Azizov, cittadino azero accolto con la famiglia
Il trentottenne Agshin Azizov, cittadino azero, richiedente protezione internazionale e padre di tre figli, ha perso la vita a Ronchis dopo essersi gettato nel fiume per soccorrere i suoi bambini. OIKOS ETS, in raccordo con la Prefettura di Udine e i servizi territoriali, sta garantendo sostegno alla moglie e ai figli. OIKOS ETS esprime profondo cordoglio per la morte di Agshin Azizov, cittadino azero di 38 anni, deceduto nelle acque del Tagliamento, nel territorio comunale di Ronchis, nel pomeriggio di sabato 11 luglio.
Agshin era accolto da meno di un mese, insieme alla moglie Leyla e ai loro tre figli minori, in una struttura gestita da OIKOS ETS a Campolongo, nell’ambito del sistema di accoglienza per richiedenti protezione internazionale coordinato dalla Prefettura di Udine.
La famiglia, originaria dell’Azerbaigian, era arrivata in Italia attraverso la rotta balcanica e proveniva da un precedente Centro di accoglienza straordinaria. Il successivo ricongiungimento aveva permesso ai cinque componenti del nucleo familiare di ritrovarsi e di iniziare insieme un nuovo percorso.
«Era una famiglia con una forte volontà di inclusione e con il desiderio di affrancarsi quanto prima dal sistema di accoglienza, costruendo in Italia un futuro autonomo», dichiara Ruben Cadau, vicepresidente di OIKOS ETS.
«Agshin lavorava come operaio meccanico in una azienda di Tarvisio, dove si era perfettamente inserito ed era molto stimato e apprezzato per la sua professionalità. Con lui tutta la famiglia stava affrontando con grande determinazione questo nuovo inizio. I figli avevano già cominciato a parlare italiano e si erano già inseriti nel sistema scolastico del territorio. Avevano affrontato le difficoltà della rotta balcanica con l’obiettivo di migliorare la propria vita e quella dei loro bambini».
La moglie e i figli sono stati soccorsi e assistiti dal personale sanitario. Le loro condizioni non destano preoccupazione, ma la famiglia è profondamente provata dall’accaduto. «È una tragedia che colpisce profondamente tutta la nostra organizzazione», prosegue Cadau.
«Con l’équipe degli operatori stiamo seguendo con tutta la cura possibile i bambini e la signora, per affrontare il lutto e la situazione un po’ alla volta» racconta Ofelia Libralato, coordinatrice del servizio di accoglienza.
«Il nostro pensiero va alla moglie di Agshin, ai suoi figli e a tutte le persone vicine alla famiglia. In questo momento la priorità è garantire loro vicinanza, protezione e tutto il sostegno necessario», conclude Ruben Cadau.
OIKOS ETS, in raccordo con la Prefettura di Udine, che è stata costantemente presente nei giorni successivi alla tragedia, con i servizi sociali e con l’Azienda sanitaria, sta predisponendo un percorso di sostegno psicologico, sociale e assistenziale per la moglie e i tre bambini.
L’organizzazione ringrazia i vigili del fuoco, il personale sanitario dell’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine, che si sono prodigati con cura e supporto esemplari, le forze dell’ordine e tutte le persone intervenute nelle operazioni di soccorso e nell’assistenza alla famiglia.




