Trieste nella zona alta dell’Indice della criminalità nazionale. 12esimo posto secondo i dati del Viminale
Per onestà intellettuale dobbiamo premettere come le indagini statistiche non ci appassionano, troppe infatti le variabili e le possibilità che i dati siano stiracchiati da una parte o dall’altra per avere credibilità assoluta. Possono essere invece considerati come tendenziali e per questo è sbagliato agitarli come una clava contro avversari politici, ma possono essere base di partenza per alcuni ragionamenti. Lo diciamo oggi che ad essere in qualche modo messa alla gogna è la città di Trieste e chi l’amministra, forze politiche lontane dal nostro pensiero. Fatta questa premessa, secondo l’indagine annuale de Il Sole24ore su dati del ministero dell’Interno, una delle città meno sicure d’Italia risulta essere Trieste, 12esima per crimini. In sostanza Trieste, è la dodicesima città italiana con più crimini denunciati, in crescita rispetto all’anno scorso, fra l’altro contrariamente alla vulgata tanto in auge la stragrande maggioranza non riguarda immigrati e neppure minori. Ma vediamo i dati: Nel 2024, le denunce complessive registrate nel capoluogo sono state 10.440, ben 800 in più rispetto al 2023; 4.578 denunce ogni 100mila abitanti, di poco fuori dalla top ten ma con primati poco invidiabili. Si conferma in testa per violenze sessuali, cresciute da 55 a 70; e guadagna, se così si può dire, la maglia nera per sfruttamento della prostituzione e pornografia minorile: per questi reati, le denunce sono passate da 11 a 18, pari a 7,9 ogni 100mila abitanti. E sale al primo posto in classifica anche per frodi informatiche e truffe: 1.750 casi. In crescita anche i reati per stupefacenti, spaccio, danneggiamenti e rapine, ben 234, 80 in più rispetto al 2023. 65 le estorsioni mentre Trieste è nella media per i furti e, udite udite, non compare fra le prime posizioni per crimini commessi da immigrati o da minori. Restando nei confini regionali a Udine, le denunce a carico di minorenni sono in netto aumento, ma il capoluogo friulano e la sua provincia sono molto più sicure: tanto da essere 67esima, anche dopo Gorizia cinquantesima, nell’indice generale.
La città di Pordenone è la quinta provincia italiana con meno reati: 7.300 denunce (un centinaio in più), di cui più di una su cinque per truffe e frodi.
Come era prevedibile a prendere politicamente la palla al balzo è stato il Capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra – Possibile a Udine Andrea Di Lenardo che evidenzia come dai dati del Viminale Udine sia la città capoluogo più sicura del Fvg fattore che smentisce la Destra udinese. Scrive in una nota Di Lenardo: “Trieste, governata dalla destra, 12esima città più pericolosa d’Italia (delitti ogni 100mila abitanti), con un aumento dell’8,37%; Gorizia, sempre governata dalla destra, 50esima, con un aumento del 10,03%. Udine solo al 67esimo posto. Si sgretola così come un castello di sabbia la propaganda della destra udinese e regionale che – nel tentativo disperato di scongiurare un’altra batosta elettorale a Udine tra tre anni – sta premendo il pedale dell’acceleratore in una campagna elettorale continua. La strategia: strumentalizzare le concrete preoccupazioni della cittadinanza e gli effettivi casi di ordinaria microcriminalità ingigantendoli in una propaganda sempre più aggressiva, che soffia sul fuoco anziché offrire la minima proposta di soluzione concreta. Ma i dati del Viminale (peraltro governato sempre da loro) fotografano tutt’altra realtà. Speriamo che da domani la destra udinese colga l’opportunità di cambiare registro. Da parte nostra prosegue il lavoro per una città più viva, più inclusiva, più sicura”.




