Udine: eseguite 5 misure cautelari per furti su autovetture
Nelle prime ore della mattina, nella provincia di Udine, i Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Tolmezzo e di Cividale, con il coordinamento del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo ed il supporto del Nucleo Elicotteri Carabinieri di Belluno e dei reparti cinofili della Guardia di Finanza di Trieste e della Polizia Locale di Udine, hanno dato esecuzione ad una ordinanza applicativa di misure cautelari (2 in carcere, 2 obbligo di dimora e 1 obbligo di presentazione alla PG), emessa dal G.I.P. del Tribunale di Udine su richiesta della locale Procura, nei confronti di 5 cittadini italiani di origine sinti ritenuti responsabili, a vario titolo, di furti aggravati in concorso su veicoli avvenuti tra febbraio e maggio di quest’anno nella Provincia di Udine e nelle limitrofe località balneari della Provincia di Venezia.
L’attività investigativa, avviata nel febbraio 2026 dai militari della Sezione Operativa della Compagnia di Tolmezzo e di Cividale e conclusa nel maggio scorso, prende le mosse dai numerosi furti su autovetture/furgoni avvenuti nella Provincia di Udine e quella di Venezia. Le indagini, sviluppate anche mediante attività tecniche, hanno permesso di:
– accertare come il gruppo individuasse le autovetture/furgoni da colpire nei parcheggi di cimiteri, centri/zone commerciali, ristoranti, parchi pubblici, piazze affollate e aree di sosta di sentieri montani;
– ricostruire come la zona più colpita fosse la Provincia di Udine, zona di domicilio degli indagati, ma che i soggetti si spingessero fino alle limitrofe locali balneari della Provincia di Venezia come Bibione e Caorle;
– acclarare come gli stessi, in pochi minuti, riuscissero ad individuare gli oggetti custoditi all’interno dell’autovettura e/o del furgone per poi infrangere il lunotto e appropriarsi dei beni lasciati incustoditi;
– individuare i luoghi d’occultamento dei beni sottratti che venivano cambiati di volta in volta;
– attribuire al gruppo 14 furti consumati.
Nel corso dell’attività d’indagine è stata recuperata la maggior parte della refurtiva che è stata restituita ai legittimi proprietari. Il furto che ha suscitato maggior clamore è stato quello perpetrato dal gruppo l’11 marzo 2026, ad Udine in piazza 1° Maggio, ai danni del veicolo polifunzionale dei Vigili del Fuoco. In quella circostanza, in pieno giorno e con la piazza affollata, asportarono materiale per un valore complessivo di 30mila euro che i militari del Nucleo Investigativo recuperarono qualche giorno dopo.
Nel corso dell’attività ad uno dei sodali del gruppo, è stato contestato anche l’utilizzo di una tessera bancomat sottratta ad una vittima nel comune di Portogruaro nel mese di maggio. Grazie al prelievo di 1000 euro effettuato in uno sportello ATM, i militari sono riusciti ad individuare uno degli odierni indagati che si era anche reso responsabile dell’effrazione del lunotto dell’autovettura.
Nel corso delle perquisizioni locali e personali – effettuate con l’ausilio del “cash dog” del II° Gruppo della Guardia di Finanza di Trieste e dell’unità cinofila della Polizia Locale di Udine – venivano rinvenuti e sequestrati 8200 euro in contanti, 3 pistole sceniche prive del tappo rosso, diversi monili in oro, 1 grammo di marijuana ed un blocchetto di accensione universale per autovetture.




