Vigili del Fuoco: si aggrava l’emergenza personale al comando di Udine

Come è noto da tempo, la carenza di personale nel Corpo nazionale Vigili del Fuoco affligge la maggior parte dei comandi d’Italia, con percentuali che rendono quasi impossibile la pianificazione del servizio di soccorso tecnico urgente. Non fa eccezione il Comando provinciale di Udine, in notevole difficoltà anche nel ricorrere allo straordinario come soluzione tampone, visto che il suo personale è impegnato anche sul fronte degli incendi boschivi (Campagna Aib 2026) e nella copertura del distaccamento stagionale di Lignano.

Impossibile, in questa situazione, garantire i tempi di recupero psicofisici, perché il personale viene richiamato anche fuori turno per cercare di rispettare i numeri minimi e coprire il dispositivo di soccorso. È successo anche che venissero autorizzati servizi di soccorso con partenza ridotta, in deroga alle norme in materia.

È una situazione ormai insostenibile, sulla quale la Fp Cgil di Udine richiama con forza l’attenzione della cittadinanza, delle istituzioni, delle amministrazioni locali e della politica nazionale. La cronica e preoccupante carenza di personale del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, infatti, compromette gravemente la capacità di garantire il soccorso tecnico urgente sul territorio.

Sempre più frequenti, inoltre, le chiusure dei distaccamenti dei Vigili del Fuoco, un fenomeno che a Udine ha assunto proporzioni drammatiche, tanto che nella sede del Comando provinciale, non si riesce a garantire un servizio con più di una squadra di soccorso.

La situazione organico è altrettanto critica per il personale tecnico e amministrativo (Rtp), che non riesce più a svolgere le molte funzioni istituzionali, comprese quelle complementari al servizio di soccorso. A fronte di tutto ciò, si continua a ricorrere in modo massiccio agli straordinari: una pratica che non solo è ingiusta, ma anche irresponsabile, perché espone il personale a livelli di stress inaccettabili, contribuendo all’aumento preoccupante di infortuni, anche gravi e talvolta mortali (vedi Caltanissetta).

A rendere il quadro ancor più pesante è un altro dato fortemente e oggettivamente allarmante: il numero significativo di personale operativo e non operativo che, nei prossimi anni, andrà in quiescenza. Il sistema sta reggendo soltanto grazie al senso di responsabilità del personale stesso, ma non si può continuare a fare affidamento esclusivamente sulla disponibilità dei lavoratori: servono interventi urgenti per rafforzare gli organici, accelerare tutte le procedure necessarie a riportare personale nei turni operativi e affrontare immediatamente le criticità che stanno compromettendo la continuità del soccorso tecnico urgente.