Un sonoro No per bloccare le velleità autoritarie della destra

Appare più che evidente che la posta in gioco del prossimo referendum costituzionale vada molto oltre il quesito proposto e non solo sul terreno della magistratura. Come si può facilmente evincere dalle dichiarazioni dei politici della maggioranza e dai toni della loro campagna, l’obiettivo finale è chiaramente una manovra di smantellamento progressivo nei confronti dell’attuale assetto costituzionale che si potrebbe definire eversiva. Quello di questo referendum è infatti solo un primo tassello di un puzzle che vede prima una magistratura controllata dalla politica per arrivare alla fine vuole ad uno Stato, “forte” e repressivo con i deboli e accondiscendente con i forti più di quanto già oggi non sia a causa dei riardi che non sono attribuibili alla magistratura o quantomeno non certo in maniera preminente. La conferma che il progetto va ben oltre la favoletta della separazione delle carriere è nella notizia relativa alla proposta da parte della coalizione di governo di una legge elettorale che rappresenta una vera e propria truffa pari alla “porcata” by Calderoli e ainoi, alle leggi elettorali successive nate perfino a sinistra. Infatti a parte la conferma delle liste bloccate, che come sappiamo sono il modo in cui i partiti espropriano gli elettori del loro diritto di scegliere gli eletti, la nuova norma propone un sistema senza collegi uninominali e di stampo fintamente proporzionale, in quanto corretto da spropositati premi di maggioranza (denominati “premio di governabilità”) che prevedono “il cadeau” di ben 70 seggi alla Camera dei deputati e 35 al Senato per la coalizione vincente che abbia superato il 40% dei consensi. Il risultato è che un Parlamento così delineato non solo vedrà un inamovibile premier solo al comando, ma potrà determinare senza alcuna possibilità d’opposizione il Presidente della repubblica avendo la maggioranza truffaldina in mano praticamente tutti i contrappesi che i padri e le madri costituenti avevano saggiamente previsto. Così con il falso obbiettivo del “valore” della governabilità trasformerebbero la nostra democrazia parlamentare in una sorta di autocrazia, con il pericolo non certo remoto di trovarci a capo della “nazione” un o una clone trumpiana. Ma la cosa che più conta nell’impegnarsi a bocciare con un sonoro No il quesito referendario è che sia la riforma della magistratura, sia il sistema elettorale che viene ipotizzato, hanno in comune il fatto di essere un attacco ai contenuti espressi dalla nostra Carta costituzionale e a caduta alle libertà ai diritti di ognuno di noi.