Una nuova gigantesca area nel Tagliamento pronta ad essere trasformata in una cava per inerti
Scrivono Aldevis Tibaldi e Valentina Sovran del Comitato per la vita del Friuli rurale che come è noto si battono contro l’ipotesi della traversa sul fiume Tagliamento: “La vicenda del Tagliamento non finisce di dare lustro ad un imbroglio che rimarrà negli annali e l’ultima trovata del super esperto non lascia dubbi sulle reali finalità che è chiamato a raggiungere: non certo a rinvenire la soluzione migliore per la messa in sicurezza del fiume, bensì a consolidare la scelta della deprecata traversa. Oggi, andando a Vidulis a vedere il Tagliamento, con nostra sorpresa abbiamo scoperto che non c’è limite alla negligenza e alla spregiudicatezza di questa amministrazione regionale. Ebbene abbiamo trovato l’alveo del fiume invaso da una nuova gigantesca area pronta ad essere trasformata in una cava per inerti. Potenti mezzi meccanici pronti all’uso e una tabella che troneggia con l’inconfondibile intestazione della Direzione Centrale Difesa dell’Ambiente Energia e Sviluppo Sostenibile; Servizio difesa del Suolo, Ambito territoriale di Udine. Cioè della tana di Scocimarro.
Ma ciò che ha dell’incredibile è che a seguire troviamo una finalità dei lavori che trasforma la rapina degli inerti in un: “Intervento di manutenzione di un tratto dell’alveo del fiume Tagliamento localizzato all’altezza della località Vidulis, nel Comune di Dignano, mediante estrazione di materiale litoide per un volume complessivo di m3 14.950,00”. Cioè, a detta di Scoccimarro, saremmo di fronte ad una generosa e meritoria iniziativa da parte di una ditta triestina arrivata da quelle parti per il bene comune.
Ma se uno è colto dal dovuto interesse di capirne di più e conta di accedere all’autorizzazione emessa dalla Regione, per verificare non c’è nulla da fare: perché la privacy del benefattore triestino non può essere seconda alla curiosità a chi ha a cuore le sorti del fiume e per giunta si accorge che lo scavo si sviluppa immediatamente a monte della deprecata “traversa” e che è stato accordato seduta stante, nello stesso momento in cui il progetto della traversa veniva accolto dalla Giunta Regionale. Ma ciò che disturba è la inazione dei sindaci della zona, ovvero la loro ininfluenza, al punto che trovando difficoltosa la risalita dei camion nell’abitato di Vidulis, nulla ha impedito al concessionario la apertura di una lunga pista nell’alveo del fiume e la creazione di un ponte di servizio per passare dalla sponda sinistra e quella destra e quindi accedere alla viabilità di Spilimbergo.
Ma ciò che di più sorprende è che l’area assegnata allo scavo e al transito dei mezzi di lavoro si trova interamente nel “Sito Natura 2000. IT 3310007- area istituita ai sensi della Direttiva 92/43/CEE”, e che i lavori ammessi avvengono in un area praticata dalla fauna selvatica e in un periodo interessato dalla nidificazione dei volatili. Siamo alle solite: nel gioco delle parti nessuno si fa scrupolo di agire contro l’interesse pubblico e, quanto alle cave, non c’è limite alla provvidenza, alla tradizionale generosità degli escavatori e alla cronica “difficoltà” di misurare le vere quantità del materiale prelevato. Troppi gli interessi in gioco e il ricordo della Commissione dedicata alla nuova legge regionale quando, nella plateale assenza degli associazioni ambientaliste, prima del mio intervento uno dei padroni delle cave regionali venne a sussurrarmi “dai che si mitin dacordo!” Beninteso siccome non siamo abituati a fare chiacchiere a limitarci all’invettiva e ad aspettare i tengofamiglia, non mancheremo di portare la vicenda a conoscenza delle giurisdizioni competenti nella speranza che ci sia finalmente un giudice a Berlino!”




