Violenza di genere: Celotti (Pd), contrasto deve partire dalle istituzioni
«Per arrivare a un vero contrasto alla violenza di genere è necessario il lavoro di tutti e tutte, per cambiare la cultura, ancora patriarcale, della nostra società e delle nostre comunità. Rispetto a questo le istituzioni possono e dovrebbero assumere un ruolo fondamentale, di esempio e di indirizzo». Lo afferma la consigliera regionale Manuela Celotti (Pd) presente oggi al convegno che si è tenuto a Fagagna per la presentazione del progetto “Tanti linguaggi un solo messaggio: NO alla violenza di genere”, promosso dall’amministrazione comunale di Fagagna.
«Momenti come questo sono percorsi di civiltà, e quindi vanno fatti i complimenti al Comune di Fagagna per aver organizzato e offerto questo percorso di riflessione alla propria comunità. La presenza delle donne all’interno delle istituzioni è fondamentale per costruire un mondo paritario, così come l’uso di un linguaggio rispettoso dei generi, che declini al femminile anche i termini che individuano i ruoli di potere e di responsabilità come sindaca, assessora, avvocata.
Perché quello che non si nomina non esiste, e il linguaggio è fondamentale per riconoscere la presenza femminile in ruoli che fino a pochi decenni fa erano prettamente maschili» continua Celotti. «E smettiamola di dire che “le donne brave ce la fanno”, non è vero, ce la fanno quelle che possono, perché non abbiamo ancora una rete di servizi di welfare che supportino davvero la conciliazione fra compiti di cura e di lavoro, che pesano ancora in modo molto sproporzionato sulle donne. E non abbiamo un sistema di misure che garantiscano la parità nei congedi di maternità e paternità e questo crea una differenza sostanziale tra uomini e donne nel mercato del lavoro, che si trasforma in una minore occupazione femminile, in contratti meno pagati e più frammentati, in ruoli meno apicali e quindi in una minore indipendenza economica e un domani pensionistica. Per cambiare queste cose ritorniamo al solito discorso: deve esserci una maggiore presenza di donne nei luoghi in cui si decidono le priorità e lo stanziamento dei fondi per intervenire sul sistema socio-economico, cioè nelle istituzioni, a tutti i livelli»