Violenza, politica e cultura: la libertà a senso unico

Le parole pronunciate dal presidente Fedriga all’apertura di Pordenonelegge.it – accolte dai fischi di parte del pubblico – hanno riportato l’attenzione sull’ipocrisia di certa politica quando parla di violenza. Concetti simili erano stati espressi anche dal presidente del consiglio comunale Francesco Ribetti lo scorso 15 settembre, senza lasciare alcuna prospettiva di discussione motivando che “sulle comunicazioni del presidente non è ammesso dibattito ma solo una richiesta di chiarimenti”. La violenza non nasce con l’omicidio di Charlie Kirk: è solo l’ultimo di una serie di episodi che continuano ad aumentare, spesso alimentati dai toni esasperati della stessa politica che oggi li condanna.
Qualche mese fa, negli Stati Uniti, una deputata democratica era stata uccisa insieme al marito da un antiabortista. In quell’occasione, nessuna condanna. Forse perché non era “dalla parte giusta”? Per Il Bene Comune, ogni atto di violenza va condannato senza esitazioni, così come vanno condannate le guerre, forme di violenza istituzionalizzata che alimentano la logica della sopraffazione invece del confronto democratico. Quello accaduto sul palco di Pordenonelegge.it è grave: Fedriga ha parlato come presidente di parte, non di tutti. Ma la comunità pordenonese e il pubblico hanno risposto con fermezza, scegliendo di rigettare la strumentalizzazione di questi fatti e di rilanciare il valore della cultura come spazio di dialogo. Noi stiamo dalla parte di chi ha fischiato, non per odio, ma per ribadire che la pace, il rispetto
e la convivenza civile sono gli unici strumenti per affrontare la violenza, da qualunque parte provenga.

Associazione il Bene Comune (Pn)