Wartsila: Fedriga ad azienda, sistema Paese unito per ritiro procedura. La risposta: l’Italia e Trieste importanti ma non per la produzione

"La disponibilità della Regione a iniziare un dialogo con l'azienda è vincolata al ritiro della procedura di cessazione dell'attività produttiva. Si tratta di un punto irrinunciabile che vede la piena condivisione tra la stessa Amministrazione regionale, Confindustria Alto Adriatico, gli Enti locali, le organizzazioni sindacali e il Governo" Ha dirlo il presidente della Regione Fvg Massimiliano Fedriga  oggi a Trieste nel corso dell'incontro con il presidente di Wärtsilä Italia Andrea Bochicchio, a cui hanno partecipato anche gli assessori regionali Alessia Rosolen (Lavoro) e Sergio Emidio Bini (Attività produttive), oltre al presidente di Confindustria Alto Adriatico Michelangelo Agrusti. Come ha sottolineato il presidente Fedriga, la questione dell'impianto di San Dorligo della Valle assume una valenza che va incidere sull'intero sistema produttivo italiano, aprendo la strada a un precedente inaccettabile: quello di una proprietà che, dopo aver beneficato di significativi contributi pubblici, a un certo punto decide di assumere una decisione fortemente impattante sul tessuto sociale del territorio senza neanche un confronto preliminare con le istituzioni. "Non si può avere considerazione della parte pubblica solo quando si ricevono finanziamenti - ha rimarcato Fedriga - e ignorarla quando si compiono scelte strategiche che vanno a incidere in maniera negativa sul futuro di centinaia di lavoratori. Non lo so in Finlandia - ha concluso - ma in Italia non funziona così". In serata il  Gruppo Wärtsilä ha emesso una lapidaria nota nella quale in sostanza ribadisce la sua posizione. "Oggi Wärtsilä, si legge testualemnte,  ha confermato al Presidente della Regione Massimiliano Fedriga che l'Azienda è impegnata a collaborare con i sindacati e le Istituzioni per identificare possibili
soluzioni a supporto dei propri lavoratori, in linea con la legislazione italiana. L'Azienda aggiornerà le Istituzioni non appena la situazione si evolverà. Wärtsilä ha inoltre sottolineato che nei prossimi anni l’Italia e Trieste resteranno importanti per l’Azienda con le attività di Ricerca&Sviluppo, vendita, project management, sourcing, assistenza e formazione". in sostanza la multinazionale Finlandese conferma gli esuberi in produzione  volendo invece mantenere la parte commerciale e quella progettuale in Italia. Fosse anche vero rimarrebbe il problema dell'indotto,  senza la fabbrica si perderebbero centinaia di posti di lavoro esterni. Un film giù visto troppo volte per potersi fidare. La mobilitazione quindi continua ed è confermata la mobilitazione che giovedì porterà in piazza sindacati, lavoratori e cittadini per dire no a una Trieste de-industrializzata.

La lapidaria Nota stampa_Wärtsilä_20220719 (1)