Badin e Ciol (Avs): emergenza pfas a Pordenone, servono atti concreti

L’emergenza PFAS torna a colpire duramente il territorio della provincia di Pordenone. La notizia, diffusa ieri dai sindaci di Aviano, Fontanafredda, Porcia e Roveredo in Piano, della sospensione precauzionale dell’utilizzo dell’acqua di numerosi pozzi artesiani per uso potabile è l’ennesimo, gravissimo campanello d’allarme che richiede risposte immediate e strutturali.

Il provvedimento, basato sul “Report Monitoraggio Pfas 2026 – Pianura Pordenonese” di ARPA FVG e sulle indicazioni dell’Azienda Sanitaria Friuli Occidentale, evidenzia una contaminazione diffusa delle falde acquifere che rende l’acqua non potabile per il consumo umano e animale. È inaccettabile che ancora oggi, nel 2026, intere comunità debbano ricevere indicazioni su come non utilizzare l’acqua dei propri pozzi per bere, cucinare o preparare alimenti per l’infanzia.

“Le prove ci sono già, ora servono decisioni” inizia così la nota di Sebastiano Badin, segretario regionale di Sinistra Italiana e Michele Ciol, segretario del circolo del pordenonese.

“Alleanza Verdi e Sinistra ribadisce con forza quanto già affermato in altre emergenze simili: il tempo delle analisi e delle verifiche è finito, è il momento di passare a decisioni politiche e amministrative concrete. Non possiamo più assistere passivamente a proclami e annunci, mentre la salute dei cittadini e l’ambiente vengono messi a repentaglio da sostanze “eterne” e pericolose.

Come già sottolineato dalla nostra consigliera regionale Serena Pellegrino, che ha portato in Consiglio regionale mozioni per un programma serio di controlli sulle acque e sulle fonti di inquinamento, la Regione Friuli Venezia Giulia deve fare molto di più.

Le nostre richieste sono chiare e improrogabili, serve un monitoraggio costante e trasparente: vanno intensificati i controlli su tutte le falde acquifere e le possibili fonti di inquinamento, rendendo pubblici e accessibili a tutti i dati rilevati.
Per quanto riguarda la tutela della salute: è necessario attivare immediatamente programmi di prevenzione e monitoraggio sanitario per le popolazioni esposte, come già avvenuto in altre zone colpite da contaminazione da PFAS.
Sulla questione della rete idrica: l’invito dei sindaci ad allacciarsi alla rete pubblica deve essere accompagnato da investimenti concreti e rapidi per estendere le infrastrutture idriche a tutte le aree ancora scoperte, garantendo a tutti i cittadini l’accesso ad acqua potabile sicura.
Prima di ogni altra azione è indispensabile l’Individuazione e bonifica delle fonti di inquinamento: è urgente risalire alle cause della contaminazione per fermare il rilascio di PFAS nell’ambiente e avviare le necessarie bonifiche.
Alleanza Verdi e Sinistra chiede una legge nazionale e divieto: chiediamo al Parlamento una legge che vieti la produzione e l’uso dei PFAS non essenziali e che introduca limiti sempre più severi per la loro presenza nelle acque e nell’ambiente.” Incalzano Badin e Ciol.

“L’acqua non è una merce, ma un bene comune e un diritto fondamentale. L’inquinamento da PFAS rappresenta una delle più gravi emergenze ambientali e sanitarie del nostro tempo. Alleanza Verdi e Sinistra non intende abbassare la guardia e continuerà a vigilare e a battersi affinché la Regione e tutte le istituzioni competenti assumano le responsabilità necessarie per tutelare la salute dei cittadini e l’ambiente.

Non possiamo più permettere che i nostri territori e le nostre comunità siano trattati come aree di sacrificio. Basta rinvii, servono fatti.” Concludono gli esponenti di AVS.