Bocciata la mozione sugli impianti sciistici. Moretuzzo: «Giunta nega i cambiamenti climatici, posizioni da terrapiattisti»

Il Patto per l’Autonomia chiede una nuova politica per il turismo montano che tenga conto delle profonde mutazioni del clima a causa dell'innalzamento delle temperature, ma la maggioranza di centrodestra boccia la proposta. «La Giunta nega i cambiamenti climatici, di fatto avvallando posizioni da terrapiattisti», questo il duro commento del consigliere regionale del Patto per l’Autonomia, Massimo Moretuzzo, a margine della discussione e successiva bocciatura nella seduta d’Aula odierna (21 giugno, ndr) di una mozione con cui si proponeva di adottare una svolta coraggiosa nelle politiche del turismo montano in Friuli-Venezia Giulia. «Il riscaldamento climatico – ricorda il capogruppo Moretuzzo, primo firmatario della mozione assieme al collega Giampaolo Bidoli – è un dato di fatto, che la cronaca di questi giorni mette sotto agli occhi di tutti e su cui da anni la comunità scientifica ha richiamato l’attenzione. Il rapporto dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente (ARPA) - OSMER del 2018 evidenzia un incremento della temperatura media invernale nella nostra Regione compreso tra 1°C e 1,5°C già per il 2030, portando a una riduzione dei giorni innevati nell’ordine di 15-30 all’anno, mentre la quota della neve stabile salirà sopra i 1.800 metri di altitudine». «A fronte di dati tanto evidenti quanto drammatici – prosegue Moretuzzo –, considerato che i poli sciistici regionali sono tutti siti tra un’altezza compresa tra i 700 e i 1.900 metri, con la mozione presentata chiedevamo un cambio di paradigma rispetto al turismo montano regionale, invitando l’esecutivo regionale a non investire ulteriori risorse per impianti sciistici posti al di sotto della linea di affidabilità della neve e a richiedere all’ARPA un parere sui nuovi investimenti nei comprensori sciistici, cosicché fosse valutata la compatibilità degli stessi con i cambiamenti climatici. Ci sembravano misure di buon senso, tanto più che la stessa PromoTurismo FVG riconosce che la montagna friulana sta cambiando e con essa il turismo invernale, ma la Giunta regionale evidentemente è di tutt’altro avviso». «L’Assessore Bini – prosegue il consigliere Moretuzzo, congiuntamente al collega Bidoli –, dopo aver apprezzato l’impianto della mozione, ha bocciato però gli impegni proposti, di fatto negando i cambiamenti climatici e la necessità di adeguare le scelte politiche alla realtà dei fatti, con un atteggiamento politico gravemente irresponsabile. Che senso ha investire ingenti risorse pubbliche in impianti sciistici che tra pochi anni rischiano di essere inutilizzabili ed economicamente insostenibili? Vogliamo veramente continuare a investire su impianti che, a breve, rischiano di diventare cattedrali nel deserto utili solo a ricordare scelte sbagliate, figlie di una politica miope? Qui non si tratta di scegliere tra ambiente ed economia, qui si tratta di adottare una nuova politica del turismo montano».