Buttrio apre le porte ai profughi ucraini: in arrivo mamme e bambini

Incontro Comune di Buttrio e associazioni per profughi ucraini

Buttrio apre le porte ai profughi ucraini. Sotto l’egida del Comune e in collaborazione con le associazione del territorio, il paese si sta attrezzando per accogliere mamme e bambini in strutture e presso i privati che desiderano mettere a disposizione alloggi e case sfitte. “La crisi umanitaria che sta colpendo il popolo ucraino chiede a tutti noi una mobilitazione per portare doverosamente anche il nostro aiuto - commenta il sindaco Eliano Bassi -. Per condividere e coordinare gli aiuti che decideremo di attivare, venerdì sera abbiamo incontrato in Municipio le associazioni e la parrocchia, per poi coinvolgere tutta la cittadinanza”. Alla serata, molto partecipata, con i consiglieri comunali e circa una ventina di associazioni, è stato istituito un tavolo di lavoro per convogliare in maniera ordinate le diverse azioni sotto una guida unica. Il ristretto gruppo, che si riunirà già lunedì 6, avrà il compito di raccogliere le esigenze dei profughi da una parte e la disponibilità della cittadinanza dall’altra (a breve sarà messo a disposizione un numero di telefono; nel frattempo per ogni eventuale segnalazione fare riferimento al Comune). “Siamo certi che la gente di Buttrio sarà come sempre ospitale e solidale”, afferma il sindaco, ringraziando per la mobilitazione spontanea che in questi giorni si è attivata in paese. Alcune famiglie hanno subito messo a disposizione stanze presso le proprie abitazioni; una madre col figlio hanno già trovato ospitalità, mentre sono in arrivo altre due mamme con quattro bambini. In parallelo le assistenti alla persona ucraine che vivono o lavorano a Buttrio stanno segnalando al Comune la richiesta di ospitalità di amici e parenti; da lunedì saranno contattate per dare anche un supporto di mediazione linguistica ai connazionali in fuga. “Martedì scorso il Prefetto ci ha invitato a coordinare le iniziative di solidarietà e a rendere disponibili spazi e locali per l’accoglienza. Chi possiede case sfitte valuti quindi la possibilità di metterle a disposizione; attraverso la Prefettura sarà garantita, a tutela del proprietari, una gestione adeguata degli alloggi”. Poiché arriveranno prevalentemente donne e bambini, specifica Bassi, bisognerà rispondere ai loro bisogni specifici, dall’istruzione alla salute. “Opereremo quindi con altri medici del territorio, pediatri, il distretto di Cividale, il Dipartimento di Prevenzione; presto parlerò con la dirigenza scolastica”. Sarà indetta quanto prima anche una raccolta fondi, di vestiario e beni di prima necessità per il sostentamento delle famiglie e per fornire un supporto economico. Tutta la popolazione sarà messa la corrente dell’iniziativa. Le associazioni sportive potranno dare un contributo nell’integrazione dei bambini.