Cgil e Anpi: domani a Udine chiusura della campagna per il NO al Referendum

Si avvia alla conclusione anche a Udine la campagna per il No al referendum costituzionale sulla riforma della giustizia, in programma domenica 22 e lunedì 23 marzo. Momento tra quelli centrali nel capoluogo friulano sarà l’incontro pubblico che si svolgerà domani (martedì 17 marzo), alle 18.30, al Teatro San Giorgio. L’iniziativa, organizzata da CGIL Udine e ANPI – Comitato provinciale di Udine in collaborazione con i Comitati “15 per il No”, “Giusto dire No” e “Vota No”, è aperta a tutta la cittadinanza.

II tema dell’autonomia della magistratura, le possibili conseguenze della separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri e l’impatto della riforma sugli equilibri costituzionali: saranno questi alcuni dei principali punti critici sollevati dalla riforma che saranno affrontati, durante la serata, da Andrea Padalino Morichini, già procuratore capo di Avezzano, e in rappresentanza del Comitato dei 15 per il No al Referendum, e dalle costituzionaliste Maria Agostina Cabiddu e Alessandra Algostino (quest’ultima in collegamento da remoto) per il Comitato Società Civile per il No al Referendum. L’incontro sarà moderato da Paolo Mosanghini, giornalista e condirettore del Messaggero Veneto. Gli interventi saranno accompagnati da momenti di confronto e da un dibattito aperto sulle prospettive della giustizia italiana, prima del silenzio elettorale.

 

I RELATORI

Alessandra Algostino: costituzionalista, ordinaria di diritto costituzionale università di Torino. Aderisce al Consiglio Scientifico del Comitato società civile per il no assieme a più di 100 ordinari/e di Diritto costituzionale. Sostiene che “l’indipendenza della magistratura dal governo garantisce i diritti di tutte e tutti”, quindi sono questi ultimi e non solo la magistratura ad essere colpiti dalla riforma. Norme di legge che violano diritti in chiave razzista, in chiave repressiva, che distruggono i diritti dei lavoratori, che colpiscono scuola e università, non avranno argine con una magistratura non indipendente: l’esecutivo agirà, anche attraverso un parlamento prono, senza più “limiti e vincoli”. Serve votare no perché va “garantita la sicurezza non del potere ma dal potere”.

 

Maria Agostina Cabiddu: costituzionalista, ordinaria di Diritto pubblico al Politecnico di Milano. Aderisce al Consiglio Scientifico del Comitato società civile per il no assieme a più di 100 ordinari/e di Diritto costituzionale. Nei suoi interventi sottolinea i profili di possibile incostituzionalità di vari aspetti della riforma in questione, tra i quali in primis il sorteggio, che non dà ragione del fatto che “il CSM non è un organo rappresentativo della magistratura ma garanzia costituzionale della sua indipendenza”, peraltro restando totalmente vago nei termini in cui verrà attuato. L’Alta corte, istituita nella riforma costituzionale, confligge con l’art. 102 della Costituzione laddove afferma che non possono essere istituiti giudici straordinari o giudici speciali”.

 

Andrea Padalino Morichini (non confondere con Andrea Padalino, magistrato per il SI, sottoposto ad azione disciplinare): romano, magistrato in pensione, già Procuratore Capo ad Avezzano. Fa parte del Comitato 15 per il NO che ha lanciato la raccolta firme terminata con più di 500mila adesioni su un quesito referendario più chiaro ed esplicito rispetto a quello richiesto dai e dalle parlamentari, raccolta firme che ha anche portato al largo pubblico la conoscenza e la discussione sul tema, mostrando nel contempo come ogni singola persona possa fare la differenza. È stato firmatario del documento del novembre 2024 in cui magistrati in pensione esprimono “preoccupazione per i tentativi dell’attuale maggioranza politica di modificare in senso autoritario la forma di Stato delineata dalla Carta costituzionale”.