Coldiretti Fvg, «dal campo alla stalla AI ineludibile anche in agricoltura»
Un momento di confronto intergenerazionale, dove giovani, donne e agricoltori senior hanno portato punti di vista diversi, ma accomunati dalla consapevolezza che il futuro del settore primario passerà anche attraverso le nuove tecnologie. A dare voce alle nuove generazioni, all’incontro “Intelligenza Artificiale. Parliamone!”, organizzato da Coldiretti Friuli Venezia Giulia nella Sala Riunioni di via Savorgnana a Udine, Greta Minisini, presidente di Giovani Impresa regionale, che ha sottolineato come l’intelligenza artificiale sia ormai diventata un alleato essenziale nelle aziende agricole. Minisini ha evidenziato che grazie a satelliti, droni e sistemi di monitoraggio integrati è oggi possibile applicare un’agricoltura di precisione impensabile con i metodi tradizionali, così da poter scegliere con esattezza quando e quanto fertilizzare, prevenendo sprechi e migliorando anche il benessere animale attraverso robotica e sistemi automatizzati. L’obiettivo, ha detto, è chiaro: «Utilizzare l’AI per un’agricoltura più efficiente, sostenibile e capace di migliorare la qualità del lavoro in campo e in stalla».
Dopo i saluti del presidente di Coldiretti Fvg Martin Figelj, che ha definito quella dell’intelligenza artificiale «una svolta ineludibile anche per l’agricoltura, un passaggio che le imprese non possono più rimandare se vogliono mantenere competitività e capacità di innovazione», e del direttore regionale Cesare Magalini, «che ha tracciato un parallelo con l’alba di Internet, che suscitava dubbi e perplessità simili a quelle che oggi accompagnano l’AI, eppure ha rivoluzionato la vita di tutti», in un tavolo dei relatori che ha visto presenti anche il presidente dei Pensionati Coldiretti Sergio Cozzarini e la presidente di Coldiretti Donne Impresa Pordenone Francesca Muner, il contributo tecnico è arrivato da Paolo Omero, ceo di infoFACTORY e docente universitario, che ha ricordato come l’AI non sia più un orizzonte lontano ma una realtà capace di ridisegnare intere filiere produttive. Secondo Omero «la vera sfida, oggi, è trasformare questa tecnologia in un vantaggio competitivo concreto, senza farsi frenare dalle paure. Rimanere fermi significherebbe perdere l’occasione di ottimizzare processi, ridurre costi e cogliere nuovi modelli di business. La rapidità con cui l’AI sta evolvendo richiede una reazione immediata, fondata su consapevolezza e formazione, perché solo così si può governare il cambiamento e non subirlo».




