Fuori luogo il trionfalismo sullo sghiaiamento del lago di Barcis inserito nel Piano Nazionale degli Interventi Infrastrutturali del Settore Idrico
Il Comitato Valcellina vuole commentare l’ articolo trionfalistico e pieno di speranze apparso lo scorso martedi 11 novembre sul Messaggero Veneto in cui si annunciava che lo sghiaiamento del lago di Barcis è inserito nel Piano Nazionale degli Interventi Infrastrutturali del Settore Idrico ( PNIISSI). Per questo PNIISSI sono annunciati oltre 12 miliardi di euro di interventi in tutta Italia.
Anche per il Comitato Valcellina il recupero delle preziose e scarse risorse idriche è un tema nazionale da affrontarsi seriamente. Ma diamo a Cesare quello che è di Cesare. Non illudiamoci che questo PNIISSI tolga il lago interrito di Barcis dai guai in cui è stato lasciato sin dalla costruzione della diga. I 12 miliardi di denari pubblici sbandierati non ci sono ancora per i 418 interventi richiesti dai territori italiani al Ministero delle Infrastrutture. Dalla nostra regione Fvg sono stati selezionati 14 interventi inseriti in tre classi, A B C , con rispettivi punteggii e costi. L’ intervento dello sghiaiamento dei serbatoi di Barcis e Ravedis è valutato in classe B, ha un punteggio basso, manca di progettazione e riporta una richiesta di finanziamento pubblico di 113 milioni di euro.
Alla fine dello scorso ottobre, il Ministro delle Infrastrutture Salvini mette sul piatto intanto 957 milioni di euro, per gli anni 2025- 2029, per finanziare 75 interventi della lista dei 418. Della nostra regione Fvg trovano finanziamento solo 8 dei 14: quello dello sghiaiamento del lago di Barcis non c’è.
A leggere poi quali interventi copre la cifra richiesta dei 113 milioni di euro pubblici per sghiaiare i due nostri serbatoi ci viene da piangere: portare via 250 mila mc annui, ripristinare la profondità del serbatoio a monte della passerella al livello anteriore Vaia, abbassare il livello delle ghiaie in prossimità del paese, garantire per almeno 5 anni la percorribilità della SR 251, ripristinare la capacità di invaso originaria, utilizzare la nuova viabilità anche per sghiaiare il serbatoio di Ravedis per 50 mila mc annui. Il nostro pianto deriva dal non aver ancora una volta fatto comprendere che il recupero del volume dei due serbatoi deve essere imposto ai due gestori, Edison e CBCM. Sono loro che per legge hanno il dovere di provvedere al recupero del volume originario/ sostenibile dell’ invaso attraverso quel Progetto Gestione Invaso che è allegato al libretto di esercizio e manutenzione della diga stessa. Lo stiamo ripetendo da tanti anni ormai, ma le autorità regionali e nazionali lo ignorano volutamente. I denari pubblici del PNIISSI, per il settore invasi, vanno usati in concerto con quelli privati dei gestori per facilitare il loro compito di sghiaiamento. Un tempo vi era coordinazione negli interventi attivi a monte dell’ invaso tra il gestore e quello idroelettrico per tentare di mantenere il volume originario dell’ acqua al suo interno. Poi è scemato come pure è mancato il predisporre una viabilità e delle infrastrutture alternative per portare a valle delle dighe la ghiaia lasciata bloccare a monte di esse.
Il Decreto Siccità ( D.L. 39/2023), da cui deriva il PNIISSI, all’ articolo. 3 riporta che solo attraverso i Progetti Gestione Invasi, competenza dei gestori attuare, vengono individuati gli interventi di recupero del volume degli invasi interriti e della rispettiva capacità di laminazione perduta con l’ interrimento. Pare che il Ministro delle Infrastrutture e la nostra Giunta regionale si siano dimenticati di sottolineare che è compito dei gestori di ogni invaso interrito recuperare quelle risorse idriche che la ghiaia entrata fa perdere e crea pure insicurezza al territorio.
Pare anche che a chi ci governa non interessi che il patrimonio idroelettrico, dighe e invasi, che per la LR 21/2020 alla scadenza della concessione passerà alle Regioni gratuitamente, venga consegnato senza aver preteso mai dai concessionari quella manutenzione ordinaria per recuperare la preziosa acqua di cui il PNIISSI tanto si adopera.
Il lago artificiale di Barcis ha un uso plurimo: che senso ha allora dire che sia prioritario l’ uso irriguo su quello idroelettrico quando è il concessionario idroelettrico privato che ne ha la concessione d’ uso primaria e dovrebbe essere lui a provvedere alla sua manutenzione ordinaria con gli utili che ne ricava dal derivare le acque per vendere energia ?
Il 1^ aprile 2026 scade la concessione idreloelettrica di Edison sull’ asta del Cellina. Il prossimo 1^ aprile 2026 dovrà consegnare alla Regione il Rapporto Fine Concessione: ci domandiamo cosa scriverà di aver fatto dal 2016 ad oggi per il recupero del volume originario. Nulla, scriverà. La Regione tacera’ ancora. Noi no.
Grazie Fabia Tomasino per il Comitato Valcellina




