Il gatto, la volpe, il grillo…

Le menzogne si sprecano e i nostri media fanno il loro meglio per sollevare un polverone, utile a oscurare la verità e a dare corda a chi ha tutto l’interesse a coprire le malefatte dell’esecutivo regionale. Si tratta di coprire la truffa ai danni di uno Stato che si è reso complice; reato abbiamo denunciato da un anno a questa parte, sia nelle mani della Comunità Europea che di ogni magistratura possibile. Sebbene gli atti ufficiali siano alla portata di tutti, ci hanno tappato la bocca e non a caso, a distanza di otto mesi dalla nostra petizione, ne è saltata fuori un’altra con una visibilità fuori dal comune, eppure pronta a decadere a tempo debito quando, uscita dallo scandalo, la Regione riuscirà a dimostrare che alla traversa di Dignano non c’è alternativa. A quel punto nulla impedirebbe di rinnegare i vincoli ambientali, anche i più severi, perché nulla vale più della vita umana, quando a dichiararlo è l’anima candida di Fedriga o il venditore di motocicli Scoccimarro. Poi, nell’intento di prendere tempo. arrivano i pareri di dodici super tecnici che, a dispetto della loro eterogenea e talvolta discutibile competenza, segano le gambe alle decisioni di una Autorità di Bacino indecorosa. A Latisana è il panico. Dopo una strumentale, per quanto disgustosa, campagna volta a piangere le vittime delle alluvioni e sovvenzionata a piene mani dalla cricca della Regione, cresce il partito delle opere truffaldine da costruire a carico del medio corso del fiume e a copertura, ovvero a beneficio, della speculazione edilizia passata e futura del basso corso. Vedendosi perduto e in pericolo l’imbroglio della traversa di Dignano, il sindaco di Latisana ha iniziato a strapparsi le vesti al grido del boia chi molla e con i soldi arrivati dal vertice regionale a invocare il ricordo dei morti, anche di quelli che non ci sono stati. Siamo alla tragicommedia e a dargli manforte con un comitato nuovo di pacca arriva anche il Matassi. Con gli argomenti che farebbero invidia all’almanacco di Topolino, l’ex direttore dell’ARPA e campione di un centro sinistra che ha un passato di misfatti in campo ambientale, ha le sue buone ragioni per scendere in campo e fare chiasso. Lo fa per il bene del Friuli? Nemmeno a parlarne: lo fa per coprire le evidenti colpe accumulate nella trascorsa gestione del territorio e in un’inerzia decisionale che per decenni non ha saputo regolare il Tagliamento. Dopo la gazzarra inscenata a Latisana e sublimata dai tengofamiglia dei media locali, ecco arrivare la audizione in IV Commissione: convocazione che non sarebbe mai avvenuta se non l’avessimo pretesa a norma di legge. All’appuntamento arriva a fare casino anche il buon Matassi, ma non avendone titolo non viene fatto entrare: è quanto basta per mettersi nuovamente in mostra, attirare le attenzioni dei tengofamiglia e scatenare le rimostranze dei consiglieri Martines e Pozzo che lo vogliono in aula, forti di una collaudata comunione di intenti. Tira una brutta aria per la diga di Dignano che si ostinano a chiamare traversa e con l’arrivo del super tecnico, che secondo Fedriga e Scoccimarro sarebbe un fantomatico premio Nobel, viene fatto credere che è ancora tutto in gioco: che le nuove condizioni climatiche potrebbero mandare all’aria la traversa di Dignano per la quale hanno già incassato la bellezza di trenta milioni di euro. Il super tecnico promette di dare il suo responso entro la fine dell’anno e tutto lascia credere che l’esito finirà per condizionare la scelta delle opere idrauliche. A quel punto il sindaco di Latisana si sente tradito e non smette di mettere in dubbio l’utilità di quella consulenza. La mette peggio Martines che presago di una rivoluzione si sente perso, guaisce e dalla disperazione si accascia sul banco consiliare. Di segno opposto sono le valutazioni e le speranze dei sindaci del medio e alto corso del Tagliamento che, senza un progetto, non esitano a caldeggiare l’acquisizione di nuove aree golenali e magari qualche sciocca e controproducente escavazione (sghiaiamento) nell’alveo del fiume. Il sindaco di Latisana la mette giù dura e intanto le cazzate e le illusioni affidate ad una vincolistica che può essere rimossa a tempo debito si sprecano, insieme alle corbellerie del Matassi distribuite a piene mani dal Messaggero Veneto, anche contro il pacato buon senso del professor Sandro Fabbro che alle flatulenze cerca di opporre il buon senso di un collaudato urbanista. Dell’ ipotizzato peculato ottenuto grazie al progetto farlocco della traversa non se ne parla nemmeno. Né si fa parola del fatto che l’incarico del super tecnico era già stato conferito due mesi prima della audizione, con il presupposto di dare vita alla traversa di Dignano e, per giunta, sotto l’egida del Commissario Straordinario Fedriga, che dimostra di essere il vero regista.
COMITATO PER LA VITA DEL FRIULI RURALE; Aldevis Tibaldi,Valentina Sovran

PS: abbiamo inviato una ulteriore nota informativa all’Europa, riguardante l’incarico dato al professor Andrea Rinaldo dalla Regione FVG, e subito girata come Addendum alle varie Magistrature competenti. Tutto ciò nell’intento di non renderci complici dell’ennesimo raggiro.

2025-12-11 Lettera Presidente Rzońca PETI