In merito ai dati Agenas sulla qualità degli Ospedali Italiani
E’ di questi giorni l’uscita dei dati prodotti dall’AGENAS, l’Agenzia Nazionale per i servizi sanitari regionali, l’organo deputato a valutare il livello degli Ospedali Italiani.
Tutti contenti, gli ospedali stanno migliorando, siamo sulla strada giusta! Anche dalle nostre parti si canta vittoria, peccato che non c’è traccia dei nostri Ospedali nella lista dei migliori. E se il Nord Est ne esce vittorioso è grazie agli Ospedali del Veneto e non certo per quelli del Friuli Venezia Giulia. Si dice allora che noi siamo indietro, ma stiamo lavorando bene perché siamo sulla strada maestra che prevede la concentrazione dell’attività nei grandi Centri. Tutti d’accordo, in linea di principio, ci mancherebbe. Ma si parla delle patologie rare o dei tumori che necessitano di un trattamento talmente complesso da non poter essere gestito nei centri minori. Non è corretto generalizzare e pensare che tutto si risolva dirottando il traffico verso le grandi città.
A tale proposito balza immediatamente agli occhi che il primo Ospedale in Italia per efficienza è quello di Savigliano in Piemonte ed il secondo quello di Mestre nel Veneto. Ma non erano più sicuri e funzionali i grandi Ospedali? Io, confesso la mia ignoranza, sono andato a vedere su Google dove si trova Savigliano. Si tratta di una città di 21.000 abitanti, in provincia di Cuneo. Più piccola quindi di Gorizia, Monfalcone o Latisana. Mestre la conosciamo, e neanche in questo caso si può parlare di una metropoli. Mi sarei aspettato che i numeri migliori venissero da Milano o da Roma. E dalle nostra parti da Verona o Padova, quest’ultima sede di una Prestigiosa Università.
Si enfatizza poi che il Nord-est ha tre illustri eccellenze. E quali sono? Oltre all’Ospedale di Mestre, quello di Montebelluna e quello di Cittadella. Città con rispettivamente 31.000 e 20.000 abitanti. Numeri non lontani da quelli di Gorizia o Monfalcone.
E il Friuli Venezia Giulia? Nessuna struttura si posiziona nella parte alta della classifica. Alcune menzioni specifiche per Cardiologia a Cattinara, Santa Maria degli Angeli a Pordenone nell’ambito delle “gravidanze, il Burlo Garofolo e San Daniele. L’Isontino citato solo per i buoni risultati in ambito osteo-muscolare.
Onore a questi Centri, ma si tratta di aree specifiche che non consentono di salvare i nostri Ospedali da un giudizio che nel complesso non può essere visto come positivo.
Certo, si tratta di un ragionamento troppo generico e bisognerebbe entrare più nello specifico, ma due considerazioni emergono prepotentemente.
La prima è che una volta il Friuli Venezia Giulia vestiva la maglia rosa e adesso invece viaggia nelle retrovie.
La seconda è che, guarda caso, tra i 15 Ospedali migliori di Italia la parte del leone la fanno non Roma o Milano, bensì Centri come Mestre, Savigliano o Montebelluna.
Qualcosa non torna e forse invece di cantare vittoria bisognerebbe rivedere qualche strategia e cercare di capire come siamo arrivati a questo punto.
Prof. Alessandro Balani, già Direttore del Dipartimento Chirurgico dell’Area Isontina




