Indagine Ires Fvg su dati Istat: lieve calo degli occupati (-0,3%), ma cresce l’export (+3 miliardi), anche al netto della cantieristica (+2,6%)
Nei primi nove mesi del 2025 il numero di occupati in Friuli Venezia Giulia stimato dall’Istat è in media pari a 525.800 unità, 1.800 in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (-0,3%). La diminuzione osservata ha riguardato quasi esclusivamente la componente femminile (-1.600 su base annua, pari a -0,6%), mentre l’occupazione maschile risulta sostanzialmente stabile (-0,1%). Lo rende noto il ricercatore dell’Ires Fvg Alessandro Russo, che spiega che il calo si è inoltre concentrato sul lavoro indipendente (-5.300 unità, pari a -5,1%), in quanto l’occupazione dipendente registra un apprezzabile aumento (+3.500 unità, pari a +0,8%). Si ricorda che il lavoro indipendente comprende: i lavoratori autonomi, i liberi professionisti, i collaboratori, i prestatori d’opera occasionali e gli imprenditori. Per quanto riguarda i settori, il risultato positivo dell’industria (+7.300 occupati su base annua) compensa il deciso calo registrato nell’edilizia (-5.600 unità), che fa seguito al ridimensionamento dei generosi incentivi fiscali degli anni precedenti. Sono diminuiti anche gli occupati nel settore primario (-1.900 unità), mentre nei servizi si registrano dei livelli occupazionali quasi analoghi quelli dell’anno scorso.
Nonostante la forte incertezza che caratterizza il contesto internazionale, fa sapere ancora il ricercatore dell’Ires Fvg Alessandro Russo, nei primi nove mesi del 2025 il valore delle vendite estere delle imprese del Friuli Venezia si è attestato a quasi 16 miliardi di euro, contro i 13 registrati nello stesso periodo dello scorso anno. La significativa crescita osservata, che ha sfiorato i 3 miliardi di euro (+22,5% in termini relativi), è stata la più elevate tra tutte le regioni italiane. A livello nazionale la variazione, nel complesso, è stata pari a +3,6%, nel Nordest si è osservata una crescita del +1,9%, come risultato di dinamiche contrapposte: Trentino-Alto Adige -1,5%, Veneto -0,6%, Emilia-Romagna +0,5%.





