Inizia il quinto anno di guerra Russo – Ucraina. L’Onu approva una risoluzione in favore di Kiev gli Usa si astengono
Alla mezzanotte di oggi 24 febbraio inizierà il quinto anno di guerra a seguito del tentativo d’invasione su larga scala dell’Ucraina da parte dell’esercito russo. Come in tutte le guerre “moderne” le vittime civili sono un elemento costante. Basti pensare che secondo l’ultimo conteggio delle Nazioni Unite, quasi 15.000 civili sono stati uccisi e 40.600 feriti sul territorio ucraino, ma il numero reale è “probabilmente molto più alto”. Gli attacchi condotti dall’Ucraina in risposta contro le regioni di confine russe hanno causato centinaia di morti, comunque troppi dato che non ci possono essere vittime civili di serie A o di serie B.
Per quanto riguarda le vittime militari il presidente Volodymyr Zelensky ha riconosciuto fino al gennaio scorso 55.000 militari ucraini uccisi dal 2022 ma in realtà il numero è ritenuto ampiamente sottostimato a causa delle decine di migliaia di dispersi. Da parte sua la Russia mantiene il silenzio sulle proprie perdite, ma secondo osservatori della BCC che si basano su dati estrapolati da notizie ufficiose o di dominio pubblico (primi fra tutti i necrologi pubblicati sui media locali) queste ammonterebbero a oltre 177.000 morti accertati ai quali sommare i dispersi. Il centro di ricerca americano Center for Strategic and International Studies (CSIS) parla invece di fino a 325.000 soldati russi e tra 100.000 e 140.000 soldati ucraini uccisi dal 2022. Secondo l’ONU, quasi 6 milioni di ucraini sono rifugiati all’estero. Numeri a parte l’anniversario di oggi non è solo una ricorrenza simbolica, ma il drammatico consolidamento di due visioni del mondo ormai inconciliabili. Così mentre i leader europei rendono omaggio a Kiev recandovisi in prima persona, la macchina comunicativa del Cremlino sta utilizzando questa data per blindare il consenso interno attraverso una narrazione che dipinge il conflitto come una lotta per la “sopravvivenza della civiltà russa” contro un Occidente aggressore dipinto come moralmente in declino. Sul piano diplomatico, faneticazioni trumpiane a parte oggi l’Onu ha approvato la risoluzione sul sostegno a Kiev.
L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha infatti adottato una risoluzione che riafferma il suo sostegno a Kiev e alla sua integrità territoriale. Il testo, approvato con 107 voti favorevoli, 12 contrari e 51 astensioni, tra cui gli Stati Uniti, ribadisce il “fermo impegno per la sovranità, l’indipendenza, l’unità e l’integrità territoriale dell’Ucraina entro i suoi confini riconosciuti a livello internazionale”.
Ribadisce inoltre la richiesta di un “cessate il fuoco immediato, completo e incondizionato” tra Russia e Ucraina, di “una pace globale, giusta e duratura in conformità con il diritto internazionale” e del pieno scambio di prigionieri di guerra.
Gli americani, la cui richiesta di votare separatamente sui paragrafi relativi all’integrità territoriale dell’Ucraina e al diritto internazionale è stata respinta, si sono astenuti. “Gli Stati Uniti accolgono ovviamente con favore la richiesta di un cessate il fuoco immediato”, ma “questa risoluzione include anche una formulazione che rischia di distogliere l’attenzione dai negoziati in corso, anziché sostenere tutte le vie diplomatiche che potrebbero aprire la strada a una pace duratura”, ha spiegato la vice ambasciatrice statunitense Tammy Bruce.




