Italia in guerra a sua insaputa? Base di Sigonella e stazione Muos di Niscemi utilizzate nelle operazioni di guerra contro l’Iran
Sul possibile utilizzo di basi militari in Italia da parte degli Usa per la guerra all’Iran “non c’è stata richiesta”, mentre “stiamo invece valutando la richiesta di mezzi difensivi” da parte di Paesi dell’area del Golfo “e ciò avverrà nel rapporto tra governo e Parlamento”. Lo ha detto il sottosegretario Alfredo Mantovano, Autorità delegata alla sicurezza della Repubblica, alla presentazione della Relazione annuale dell’intelligence. Peccato che gli Usa non chiedono permesso, utilizzano a loro piacimento lo spazio aereo italiano e le basi che hanno insediato da decenni, quando essere alleati poteva avere un senso (forse). Così per l’ennesima volta la “portaerei Italia” o meglio le basi e istallazioni Usa che numerose campeggiano sul nostro territorio sono utilizzate per operazioni delle quali l’Italia non ha contezza. Non solo testimoniante in loco certificano un certo aumento del traffico da Aviano, ma soprattutto ad essere interessata e stata la base militare di Sigonella che ancora una volta si rivela avamposto strategico per le operazioni di guerra Usa. Sabato scorso 28 febbraio alle ore 01:30 un grande velivolo da pattugliamento aeronavale Boeing P8A “Poseidon” in dotazione alla Marina Militare degli Stati Uniti è infatti decollato dallo scalo siciliano per dirigersi verso il Mediterraneo orientale dove da lì a qualche ora è stato scatenato l’attacco di USA ed Israele contro l’Iran. Il Poseidon viene impiegato di norma dall’US Navy per le operazioni di intelligence, sorveglianza e riconoscimento di potenziali obiettivi “nemici”. Grazie alle sofisticate atrezzature elettroniche radar e sonar di cui è dotato. Ma in realtà le sue capacità operative sono in gran parte secretate così come le caratteristiche e le potenzialità belliche. Insomma non si tratterebbe solo di un velivolo d’osservazione e spionaggio che consente al velivolo di mappare aree di dieci ettari da una distanza di più di 220 miglia. Certamente il P-8A può anche disturbare i radar annullandone i segnali ma può essere impiegato anche per operazioni di attacco con missili antinave AGM-84 Harpoon e siluri Mark 54. I P-8A “Poseidon” di Sigonella operano stabilmente dal settembre 2016 dalla grande base militare siciliana sotto il comando e il controllo di un distaccamento del Patrol Squadron 45 di US Navy appositamente trasferito in Sicilia da Jacksonville, Florida. A confermare il ruolo chiave di Sigonella nella campagna di guerra USA-israeliana contro l’Iran va altresì rilevato che sempre sabato 28 febbraio è atterrato nella base aerea siciliana un drone-spia MQ-4C “Triton”, anch’esso in dotazione a US Navy.
Secondo analisti indipendenti, questo grande velivolo senza pilota sarebbe rientrato in Sicilia dopo una lunga missione di intelligence e sorveglianza nello spazio aereo del Golfo di Oman, in prossimità dello Stretto di Hormuz. Il “Triton” era stato trasferito il 23 febbraio da Sigonella alla base aerea di Al Dhafra, negli Emirati Arabi Uniti. Il 24 febbraio, in particolare, è stata tracciato il volo del drone sul Golfo Persico in prossimità di Bahrain e Qatar, ad un’altitudine “anomala” di oltre 11.500 metri. Anche in questo caso è presumibile che il velivolo abbia mappato le infrastrutture e i siti iraniani da colpire e distruggere. Un drone MQ-4C “Triton” di Sigonella aveva partecipato alle operazioni di guerra di USA ed Israele contro l’Iran anche la notte del solstizio d’estate 2025. Poche ore dopo il bombardamento dei siti nucleari iraniani di Fordow, Natanz ed Esfahan, il velivolo senza pilota di US Navy ha sorvolato lo spazio aereo dello Stretto di Hormuz, l’Oman e gli Emirati Arabi, probabilmente per monitorare le reazioni di Teheran all’attacco dei bombardieri B-2.
L’MQ-4C “Triton” è un velivolo a lungo raggio prodotto dall’industria aerospaziale statunitense Nortrop Grumman. Lungo 14,5 metri e con un’apertura alare di 39,9, può operare entro un raggio di 2.000 miglia nautiche dalla base di decollo, a un’altitudine massima di 18.288 metri e una velocità di crociera di 575 km/h.
Il drone gode di un’autonomia di volo tra le 24 e le 30 ore consecutive. Nel corso di una sola missione i sofisticati sensori di bordo rilevano, classificano e tracciano obiettivi marittimi operanti in profondità monitorando fino ad una superficie di quattro milioni di miglia nautiche.




