Le antiche battaglie ambientali in difesa della laguna di Marano. Presentazione di una ricerca
Saranno presentati sabato 28 marzo i risultati del progetto di ricerca “Le battaglie ambientali in difesa della laguna di Marano” promosso dalla Pro Torviscosa aps e finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia nell’ambito delle attività di valorizzazione e conoscenza del patrimonio immateriale storico ed etnografico regionale. Bene che si stuti il passato remoto, il problema è che anche il recente passato e purtroppo il presente vedono ancora la laguna di Marano violentata dalle attività antropiche. Comunque è bene si studi la storia dei fenomeni a patto di non considerare il passato una sorta di velo coprente delle responsabilità attuali. In particolare il tema centrale del progetto era l’inquinamento causato alla laguna dalle attività industriali della SAICI SNIA Viscosa e le conseguenti iniziative di protesta da parte di cittadini, comitati e amministrazioni pubbliche. L’insediamento del complesso industriale di Torviscosa provocò infatti fin dal suo inizio problemi di carattere ambientale alla laguna di Marano. I primi a protestare furono i pescatori, colpiti dai danni alla fauna ittica e alle valli da pesca. La loro protesta convinse il Comune di Marano a intraprendere, nel 1949, anche azioni legali contro la SAICI. Nel 1950 entrò in produzione l’impianto cloro soda, che nei suoi 58 anni di attività scaricò nelle acque pubbliche e da lì nella laguna di Marano circa 200.000 kg di mercurio. Nel 1962 la situazione ambientale si complicò ulteriormente con gli sversamenti prodotti dall’impianto del caprolattame che contenevano vari tipi di solventi. Nonostante l’enorme impatto negativo delle attività industriali sull’ambiente lagunare, l’area riveste però ancora un grande interesse naturalistico, riconosciuto dagli istituti di tutela regionali ed europei. L’obiettivo del progetto è perciò duplice: da un lato, si propone di ricostruire le vicende legate alle battaglie ambientali in difesa della laguna, dall’altro, quello di far comprendere l’importanza naturalistica dell’area lagunare e i rischi ambientali che potrebbero comprometterne il delicato equilibrio.
Fondamentale per definire la metodologia da seguire è stata la partecipazione, in qualità di partner, della Fondazione Luigi Micheletti, centro di ricerca di Brescia che da anni si occupa dei problemi ambientali provocati dalla Caffaro. Le attività del progetto della Pro Torviscosa sono iniziate più di un anno fa con un’accurata ricerca documentaria, bibliografica e di fonti giornalistiche che ha permesso di reperire 36 documenti d’archivio di diretta rilevanza per il progetto, 40 monografie di riferimento generale e 43 articoli di stampa del periodo 1950-2010. Sono stati inoltre consultati 10 testi di legge e individuate 2 sentenze connesse alle problematiche trattate dal progetto. Interviste e contatti orali hanno infine permesso di raccogliere ulteriori informazioni e di ritrovare anche un video storico inedito realizzato dalla SAICI nei primi anni Cinquanta. Alla fase di ricerca è seguita quella di analisi e classificazione delle fonti e poi quella di redazione di testi per una sintesi multidisciplinare. Dal momento che il bando regionale premiava il coinvolgimento attivo di giovani sotto i 35 anni, queste attività sono state affidate a un piccolo gruppo di giovani neolaureati o laureandi in varie discipline (storia contemporanea, scienze ambientali, giurisprudenza, chimica) e a un videomaker che ha realizzato un documentario conclusivo che sarà proiettato alla presentazione del prossimo sabato. Nella stessa occasione, sarà distribuita ai partecipanti anche la pubblicazione con i risultati del progetto. L’appuntamento è alle ore 18.00, nel bar ACLI di Malisana.




