Lex dura lex: La Corte dei Conti dice no al ponte sullo Stretto. Giorgia Meloni infuriata attacca i giudici
La Corte dei Conti ha comunicato che sono troppe le irregolarità e incongruenze tecniche nel progetto per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. Le motivazioni articolate saranno rese pubbliche entro 30 giorni ma di certo è stato inferto un duro colpo al progetto. E’ stato infatti negato il visto di legittimità sulla delibera CIPESS. La decisione, basata su rilievi che sollevano dubbi sulla sostenibilità economica e il rispetto delle normative ambientali europee. Evidenziati in particolare I problemi che riguardano le coperture economiche, le stime sul traffico, la conformità del progetto alle normative ambientali e alle regole europee sul superamento del 50% del costo iniziale. E anche sulla competenza del Cipess. Ovviamnete la bocciatura ha innescato uno scontro politico pesantissimo con una netta contrapposizione tra il Governo e i magistrati. Ovvio anche che dalle Opposizioni si parli di una bocciatura definitiva. Piuttosto scomposta ai limiti dell’isteria la reazione del Governo, non solo quella del Vicepremier e Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini che si vede sfilare il suo costoso giocattolo ma soprattutto appare sopra le righe l’ira della Premier Giorgia Meloni che dietro la decisione della Corte vede un complotto ai danni del suo governo. Non solo la Meloni si è allineata sulla stessa posizione di Salvini ma ha criticato l’operato dei giudici contabili come un “ennesimo atto di invasione”, in una linea che vede la realizzazione del Ponte come una priorità strategica per il Mezzogiorno. Più composta la posizione espressa dalla società Stretto di Messina S.p.A. (incaricata di gestire l’opera) che ha assicurato che fornirà immediatamente tutti i chiarimenti e la documentazione richiesta per superare i rilievi.
La bocciatura però non vuole dire che l’opera non si farà, il governo ha di fronte tante strade, secondo le norme infatti il Consiglio dei Ministri, che deciderà probabilmente già oggi, potrà ritenere che l’atto bocciato dai giudici contabili risponda a interessi pubblici superiori. La Corte dei Conti tecnicamente a quel punto dovrà apporre il visto ma con riserva, in questo caso l’atto ha piena efficacia, ma può dare luogo ad una responsabilità politica del governo poiché la Corte trasmette periodicamente al Parlamento l’elenco degli atti registrati con riserva. Ma siamo certi che su questo Meloni nel suo delirio politico di onnipotenza farà spallucce.




