Osservatorio Civico contro le illegalità del Friuli V.G. sulla “Giornata Mondiale delle vittime dell’amianto”
Leggiamo con piacere dell’intrapresa iniziativa di lotta all’amianto da parte di IRIS spa dei giorni scorsi: ciò significa che la presenza dell’amianto nelle tubazioni e nel sottosuolo viene ritenuta pericolosa per l’uomo come presenza ed anche quale vettore di acqua potabile nelle residenze dei cittadini. Ma allora, quella enfatica frase non dovrebbe forse denunciare l’enorme ritardo di questa crociata contro l’asbesto che è ancora presente nei terreni friulani come rifiuto e come mezzo di trasporto di acqua potabile ? Questo significa che il danno c’è stato o c’è o può attendibilmente verificarsi. Due anni orsono, a seguito di un sequestro di un cantiere da parte dei NOE a Gorizia e di altre segnalazioni su cantieri udinesi ove non si sarebbe provveduto da parte di CAFC Spa , all’asportazione delle tubazioni dismesse dalle loro funzioni ponemmo delle domande ai gestori (ma non ricevemmo alcuna risposta !!! ) volte a dirimere il dubbio sulle esecuzioni o meno dell’eliminazione fisica delle condotte in oggetto: questo perché in caso negativo ci troveremmo di fronte a possibili reati e vorremmo allontanare ogni dubbio anche da possibili pericoli per la salute dei cittadini in quanto, se la normativa impone l’allontanamento dei tubi dismessi, pare ovvio richiederne il rispetto. I gestori friulani quali approcci hanno verso questa situazione che riguarda sì prioritariamente il cemento amianto ma anche gli altri materiali (…. acciaio..) ?? Magari giustificandola come un servizio alternativo o suppletivo a favore della sicurezza del servizio di fornitura di acqua potabile. E poi , il parlare che si fa di tale problema con toni enfatici parrebbe coprire il colpevole ritardo delle iniziative dichiarate e l’entità dei tempi e dei denari che occorreranno per risolvere il problema forse anche una precedente non corretta valutazione delle priorità nella programmazione societaria. Confidiamo quindi in una risposta da parte dei gestori (IRIS Spa, CAFC spa, Idrogea….) che possa tranquillizzare i cittadini non con semplici proclami, ma con una semplice spiegazione e con un quadro riassuntivo delle risorse per ogni tipologia dell’intervento senza profondere indirizzo di ogni tipo ( reti, depuratori, acquedotti,…) futuribili promesse e poi non realizzati; una situazioni che perdura da alcuni decenni essendo ben nota a tutti. Non abbiamo nessun intento di creare allarmismo ma siamo soltanto alla ricerca di chiarezza e trasparenza. Cosa pensano o indicano a tale proposito le Direzioni Regionali, Arpa e Aziende Sanitarie ?? il referente dell’Osservatorio Civico contro le illegalità del Friuli V.G.
Marino Visintini





