Nuova mobilitazione a San Vito in difesa della sanità pubblica

Un presidio si è svolto  stamani a San Vito al Tagliamento in difesa della sanità pubblica.  A portare la loro solidarietà, erano presenti rappresentanti del Comitato salute pubblica di Pordenone che nel loro intervento hanno ricordato che finalmente domani i primi pazienti entreranno nel nuovo ospedale di Pordenone e che la nuova sede in città è stata ottenuta con un grande movimento di cittadini che si sono opposti al sito della Comina.
Marini del Comitato salute del sanvitese, ha ribadito come l’organizzazione della salute attraverso le Aziende sanitarie abbia dato il via al decadimento del servizio pubblico che non garantisce più la salute a tutti i cittadini e invece assicura profitto ai privati. Tra i politici presenti sono intervenuti il consigliere Regionale Furio Honsell, il Sindaco di San Vito A. Bernava, il già sindaco A. De Bisceglie. Invitati, ma assenti gli altri Sindaci dell’ambito e i i sindacati. Significativa la testimonianza di una nonna che nell’annunciare la nascita della nipotina stamani, ha testimoniato le difficoltà oggettive per le donne dovute alle carenze di sale parto. A due anni dalla chiusura del punto nascita di San Vito, è evidente che le decisioni dei responsabili continuano a ricadere sulle donne e si chiede che anche i dati relativi ai parti cesarei avvenuti nel 2025 vengano resi noti. La portavoce del coordinamento del sanvitese ha ricordato quanto ottenuto per l’abbattimento dei tempi di attesa… “Regolamento aziendale e apertura sportello al CUP ospedaliero x inoltrare la procedura per il DIRITTO di GARANZIA alle prestazioni nei tempi previsti dalle priorità. Presentata inoltre una scheda di  comparazione dei servizi dell’ospedale del territorio del 2015 e del 2025 (vedi immagine in calce) e segnalato che nonostante il centro disturbi alimentari ambulatoriale di San Vito sia stato il primo in Regione, si sia deciso di aprire la struttura residenziale a Roveredo, distante da tutti i servizi, ma utile ad accontentare il sindaco locale per sostituire la RSA che chiude a fine anno.