Parlamento europeo: “L’Italia dovrà reintrodurre il reato di abuso ufficio”
E’ confermato, il Parlamento europeo ha adottato in via definitiva un quadro armonizzato a livello Ue di diritto penale che mira a prevenire e contrastare la corruzione nell’Unione. Per effetto di questa direttiva “L’Italia dovrà reintrodurre il reato di abuso ufficio”. In realtà era un provvedimento atteso dato che la direttiva era stata concordata provvisoriamente con il Consiglio nel dicembre 2025. Ora è adottata con 581 voti a favore, 21 contrari e 42 astensioni e stabilisce a livello Ue le fattispecie di corruzione che devono essere qualificate come reati dai paesi Ue, tra cui corruzione nel settore pubblico e in quello privato, appropriazione indebita, ostruzione della giustizia, traffico di influenze, esercizio illecito di funzioni (abuso d’ufficio), arricchimento illecito legato alla corruzione, occultamento e corruzione nel settore privato, e ne armonizza le sanzioni. I paesi Ue dovranno adottare e aggiornare regolarmente strategie nazionali anticorruzione, coinvolgendo la società civile, nonché effettuare valutazioni dei rischi e garantire sistemi solidi per contrastare i conflitti di interesse e garantire la trasparenza del finanziamento politico e degli standard etici. Dovranno inoltre istituire organismi dedicati e sufficientemente indipendenti per prevenire e contrastare la corruzione.
Il nuovo quadro mira a colmare le lacune nell’applicazione delle norme, in particolare nei casi transfrontalieri, modernizzando le regole, allineando le definizioni giuridiche e introducendo livelli comuni di sanzioni. La direttiva dovrà ora essere formalmente adottata dal Consiglio. Entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Ue. Gli Stati membri avranno 24 mesi per recepirla (36 mesi per le disposizioni su valutazioni dei rischi e strategie nazionali). Sebbene in Italia “il reato di abuso d’ufficio sia stato abolito, dovrà essere de-abolito”.




