Quando la toppa è peggio dello strappo

Le esternazioni sincere del Sindaco Dipiazza, pronunciate in un impeto e senza pensare, tra l’altro dopo che la Consigliera Alessandra Ricchetti è stata interrotta bruscamente durante il suo intervento, hanno lasciato un senso di amarezza a cui non si può tacere. La Consulta Femminile chiede le scuse del Sindaco per quella affermazione. I pensieri personali vanno tenuti tra le mura domestiche, in una veste  istituzionale ci si comporta con rispetto e nel rispetto della parità di genere e pari diritti. Se il Sindaco non avrebbe mai detto quella frase ad un uomo, non avrebbe mai dovuto pronunciarla contro una donna.
Una affermazione frutto di una educazione antica e scaduta, offensiva nei confronti di tutte le donne ma anche di tutti gli uomini che non si riconoscono in quella logica di pensiero. E la toppa buttata li, in velocità, è stata “io amo tutte le donne”. Una frase beffarda che manca di sincerità. Almeno nell’offesa il Sindaco è stato sincero, ma illudersi che le donne offese dalle sue parole se la mettano via “perché lui le ama tutte”, è davvero peggio. “Non mi sono mai fatto comandare da una donna…tanto meno da te”, è bene sottolineare e ricordare che la carica della Consigliera è espressione democratica di una parte della cittadinanza che l’ha votata, quindi per la proprietà transitiva si è portate a pensare che il Sindaco abbia esplicitato che, quella parte di elettori a lui non interessa. Ci si chiede quindi se dobbiamo pensare che, oltre ad una discriminazione di genere, ve ne sia pure una politica. Quello che più fa specie è che ha il Sindaco non sente di doversi scusare. La buona educazione impone che, se le parole di una persona offendono involontariamente, si chiede scusa. Ma questa delicatezza pare non esser parte del carattere del primo cittadino. La seconda e ultima riflessione che la Consulta Femminile intende sottolineare è relativa la posizione assunta dalle donne di maggioranza e la posizione assunta da tutta l’opposizione. La stampa locale in un occhiello ha sottolineato che “le donne della maggioranza fanno quadrato attorno al Sindaco”. Ci si chiede se le donne della maggioranza hanno una vaga idea di chi sia la loro leader, chi sia la Presidente del Consiglio. Una donna, che “comanda” (tanto per usar un termine comprensibile) uomini e donne, anzi in maniera più ampia è una leader di partito e guida una nazione. Cosa succederebbe se alla Presidente Meloni, un uomo, un ministro, le dicesse “io no mi faccio comandare da una donna, tanto meno da te”? La risposta è chiara, quindi torna l’interrogativo che la Consulta Femminile si è posta leggendo l’occhiello della stampa locale, ovvero su quali basi e donne della maggioranza fanno quadrato.
All’opposizione chiediamo che cosa intendono fare in merito all’accaduto. Dove la sinistra o l’area di centro-sinistra da sempre si è detta attenta ai diritti, ai diritti civili, alla parità di genere, in questo pasticcio le vie sono due. Mettere la testa sotto la sabbia e attendere che la tempesta passi, oppure di contro essere presenti e a testa alta, lavorare perché le scuse del Sindaco a tutta la città di Trieste, donne soprattutto, arrivino forte e chiaro, così come le sue esternazioni urlate a guance rosse durante il consiglio comunale.

Consulta Femminile di Trieste APS