Rogo del capannone di Mossa, Salvestrini del Polieco: “Un disastro annunciato”

“L’incendio dei rifiuti stoccati nel capannone di Mossa, in provincia di Gorizia, può configurarsi come l’ennesimo disastro annunciato. Desta inevitabile rammarico che non si sia riusciti a prevenire un episodio così grave, in un sito sottoposto a sequestro e finito al centro di un’inchiesta giudiziaria conclusasi con la condanna di criminali ambientali”, così la direttrice del Polieco (consorzio nazionale dei rifiuti dei beni in polietilene) Claudia Salvestrini, sul rogo di due giorni fa. Sul caso c’era stato un interessante confronto lo scorso anno al Kulturni dom di Gorizia, nel corso dell’incontro ‘Ec(c)o mafie’ al quale Salvestrini aveva partecipato, accogliendo l’invito del Forum Gorizia. “L’incendio mette a nudo la criticità di un sistema di raccolta dei rifiuti basato sulla quantità e non sulla qualità, che porta a rilevanti difficoltà nella gestione degli scarti derivanti dall’attività di trattamento”, commenta la direttrice Polieco, sottolineando come “nelle maglie di un sistema debole, che si basa in molti casi su cattive prassi, si insedi più facilmente l’imprenditoria criminale, mettendo così a rischio la tracciabilità dei rifiuti e il rispetto di quelle regole atte a tutelare la salute e l’ambiente”. L’incendio apre una ferita in terra friulana, ma “l’auspicio – afferma Salvestrini - è che almeno le fiamme, evidenti e visibili, possano destare dal torpore quelle popolazioni convinte che il problema ambientale sia solo di altri territori, come la cosiddetta ‘Terra dei fuochi’. L’augurio – conclude la direttrice da anni in prima linea contro il traffico illecito dei rifiuti - è che l’incendio possa aprire nuovi spazi di consapevolezza, nell’ottica di un impegno civile che in termini di prevenzione può di certo fare, sotto il profilo sociale e culturale, una differenza notevole”.