Sabato nuova manifestazione delle “Donne in nero”: “Fermate la guerra, negoziate su tutto”

Si apre con una citazione dal "Canto dei morti invano" di Primo Levi la nota con la quale l'associazione donne in nero torna a manifestare in piazza contro la guerra in Ucraina:  Scriveva Primo levi nel 1985:

Fermate la follia della guerra! Trattate!
Prima che sia troppo tardi!
Sedete e contrattate
A vostra voglia, vecchie volpi argentate.
Vi mureremo in un palazzo splendido
Con cibo, vino, buoni letti e buon fuoco
Purché trattiate e contrattiate
Le vite dei nostri figli e le vostre.
Che tutta la sapienza del creato
Converga a benedire le vostre menti
E vi guidi nel labirinto.
Ma fuori al freddo vi aspetteremo noi,
L'esercito dei morti invano ...
La manifestazione  si svolgerà a Udine in Piazza Matteotti  Sabato 9 aprile dalle 17.30 alle 18.30  e sarà testimonianza silenziosa. In caso di  pioggia l'evento avrà ugualmente ma nei Portici di Via Cavour (tratto iniziale). "A quaranta giorni dall’inizio dell’aggressione russa all’Ucraina, si legge nella locandina che pubblicizza la manifestazione, la guerra diventa sempre più disumana e cieca, facendo strage di vite innocenti, riducendo le città a cimiteri, minacciando la catastrofe atomica, distruggendo ogni spiraglio di pace. Per questo va fermata subito!
Fermare la guerra vuol dire negoziare con determinazione e su tutto: il cessate il fuoco, i corridoi umanitari, la fine dell’invasione e delle operazioni militari, la sicurezza collettiva, il rispetto dei diritti umani, compresi quelli delle minoranze. Tutte le strade vanno percorse!
Agli affossatori della speranza che non vogliono negoziare, che ritengono impossibile la mediazione, chiediamo di fermare l’escalation che minaccia di travolgerci. A tutti i responsabili della politica internazionale, all’ONU, finora silente e pavida, all’Unione Europea incapace di assumere una responsabilità forte nell’avvio di trattative diplomatiche, agli Stati Uniti, determinanti per una possibile soluzione del conflitto, CHIEDIAMO di aprire un negoziato multilaterale vero, strutturato, coraggioso. Non vogliamo rassegnarci alla guerra! Siamo solidali con la popolazione ucraina e con tutte le persone che in quel terribile scenario, dall’una e dall’altra parte, scelgono di esercitare l’obiezione di coscienza all’uso delle armi e in Russia si oppongono anche alle politiche aggressive e illiberali decise da Putin. Siamo solidali con tutti i profughi/profughe e richiedenti asilo che da più parti del mondo fuggono da violenze, guerre e persecuzioni e chiedono di essere accolti in Europa, nonostante i continui respingimenti. Diciamo no all’aumento delle spese militari che l’Italia intende realizzare nei prossimi anni, invece di investire le proprie risorse a sostegno della sanità pubblica, dell’istruzione, della ricerca, delle politiche sociali e di una vera riconversione ecologica. Ci opponiamo a un ampliamento dell’apparato militare che conduce alla legittimazione della guerra, alla sua “normalizzazione”, tradendo i principi fondativi della nostra Costituzione. Vogliamo vivere in un’Europa in grado di costruire la pace e la convivenza fra le popolazioni, nel rispetto della giustizia e dell’uguaglianza, nella cura di una casa comune. Diciamo no a tutte le guerre ancora aperte nel mondo! Invitiamo tutte e tutti a partecipare"