Sale operatorie e terapie intensive al limite: personale allo stremo e gravi carenze organizzative in Asufc

I dipendenti dei blocchi operatori del Santa Maria della Misericordia di ASUFC hanno denunciato carichi di lavoro ormai giunti a livelli insostenibili, aggravati da una cronica carenza di personale e da una gestione
organizzativa che continua a mettere a dura prova l’intero comparto. A ciò si aggiunge un problema non più tollerabile: i ritardi costanti nei pagamenti delle attività aggiuntive e delle prestazioni per l’abbattimento liste
d’attesa, con particolare riferimento agli operatori sociosanitari, sempre più centrali nell’équipe chirurgica a fronte di infermieri sempre più pochi, stanchi e allo stremo. Una condizione che si riflette inevitabilmente
anche sull’utenza, con il rischio concreto di rallentamenti dell’attività chirurgica, allungamento dei tempi di attesa e riduzione dei livelli di sicurezza per i pazienti. Particolarmente critica appare anche la situazione del personale impiegato in realtà ad alta specializzazione come il blocco cardiotoracico e l’emodinamica, dove l’assegnazione delle risorse sembra priva di una visione di lungo periodo e totalmente guidata dall’emergenza del momento. Una modalità gestionale incompatibile con contesti in cui la formazione può richiedere fino a un anno, come nel caso dell’ematologia. In reparti ad altissima complessità clinica, la mancata programmazione non mette a rischio solo gli operatori, ma incide direttamente sulla qualità delle cure e sull’esito stesso dei trattamenti. Non meno preoccupante è la condizione delle Terapie Intensive, dove la carenza strutturale di personale
infermieristico e di supporto ha generato un’esposizione ormai critica dei lavoratori. Nei tre reparti si registra una scopertura di almeno dieci infermieri, ulteriormente aggravata da una recente assenza per malattia, con
una eccedenza oraria che ha ormai raggiunto le 970 ore per il solo personale infermieristico. Turnazioni prolungate, doppi turni notturni consecutivi e forti limitazioni nella fruizione di ferie e recuperi stanno compromettendo in modo evidente la sostenibilità del servizio, con ricadute dirette sulla sicurezza dei pazienti più fragili e critici, che richiedono assistenza continua, massima sorveglianza e standard elevatissimi di cura. In un’area ad altissima complessità assistenziale, sicurezza, competenze e lucidità non possono essere sacrificate a logiche emergenziali. La UIL FPL, NURSIND e CISL FP chiedono all’Azienda un immediato cambio di rotta, fondato su una
programmazione seria e sostenibile, in grado di valorizzare realmente il personale, unico vero motore del Servizio sanitario. È necessario garantire condizioni di lavoro dignitose, pagamenti puntuali e percorsi
formativi coerenti, per tutelare concretamente sia la salute dei lavoratori sia il diritto dei cittadini a cure sicure, tempestive e di qualità.