Sanità. Capozzi (M5S): Case comunità, ritardi allarmanti e carenze personale
“La qualità di un sistema sanitario non si misura dalle risorse stanziate o dagli annunci, ma dalla capacità di garantire cure tempestive e continuative ai cittadini. Su questo terreno, purtroppo, i ritardi accumulati e le persistenti carenze di personale rappresentano in Friuli Venezia Giulia un segnale allarmante che non può essere sottovalutato”.
Lo rimarca la consigliera regionale Rosaria Capozzi (MoVimento 5 Stelle) che, attraverso una nota stampa, prende nuovamente la parola sul delicato tema legato “ai ritardi nell’apertura delle Case della Comunità, il cui completamento rappresenta uno degli obiettivi del Pnrr da conseguire entro il mese di giugno 2026. Un problema grave e non più giustificabile per il nostro territorio”.
“In un contesto segnato da una persistente carenza di medici di Medicina generale, queste strutture avrebbero dovuto costituire uno strumento fondamentale – aggiunge l’esponente pentastellata – per garantire prossimità delle cure, presa in carico e continuità assistenziale. Invece, assistiamo ancora una volta a rinvii e ritardi che rischiano di compromettere gli obiettivi stessi della riforma della sanità territoriale”.
“Le Case della Comunità avrebbero potuto attenuare l’impatto dell’assenza di medici di base e offrire risposte più efficaci ai bisogni di una popolazione sempre più anziana. Le cronicità – precisa Capozzi – non possono infatti essere affrontate con interventi sporadici o emergenziali: richiedono, al contrario, una presa in carico continuativa. Per questo motivo condividiamo pienamente la preoccupazione espressa dal segretario regionale dello Spi Cgil, Renato Bressan”.
“I timori che da tempo solleviamo – sottolinea la rappresentante del M5S – stanno purtroppo trovando conferma nei fatti. A fronte delle ingenti risorse pubbliche messe a disposizione, i cittadini continuano a misurarsi con una sanità territoriale che fatica a diventare realmente operativa ed efficace. Inoltre, anche guardando oltre i ritardi infrastrutturali, permane un problema altrettanto grave che rischia di svuotare di significato l’apertura stessa delle strutture: la cronica carenza di personale sanitario. Mancano infermieri e medici per garantire il pieno funzionamento dei servizi, e questo rappresenta un vulnus evidente per l’intero progetto di potenziamento della sanità territoriale”.
“È paradossale constatare come queste professionalità sembrino invece essere reperibili nel settore privato, dove evidentemente vengono offerte condizioni economiche e organizzative più attrattive. Una situazione – prosegue l’intervento – che impone una riflessione seria sulla capacità del sistema pubblico di trattenere e valorizzare i propri professionisti. L’emergenza rischia inoltre di aggravarsi ulteriormente nelle prossime settimane. Con l’arrivo del periodo estivo, infatti, molti operatori sanitari usufruiranno delle meritate ferie dopo mesi di lavoro gravoso e spesso svolto in condizioni di forte pressione. Una circostanza del tutto legittima, ma che metterà ancora più in evidenza le carenze di organico e le difficoltà nel garantire una risposta adeguata ai bisogni di cura della popolazione”.
“È necessario che la Regione Fvg e le aziende sanitarie forniscano chiarimenti puntuali – conclude Capozzi – sullo stato di avanzamento dei progetti, sulle cause dei ritardi e sui tempi certi di apertura delle strutture previste. Ma è altrettanto urgente un piano straordinario per il reclutamento e la fidelizzazione del personale sanitario, perché è evidente che le misure finora messe in campo non stanno producendo risultati significativi. Senza un’inversione di rotta, il rischio concreto è quello di inaugurare strutture prive delle risorse umane necessarie per garantirne il pieno funzionamento”.




