UniUd: Andrea Macchione ospite dei corsi di Banca e Finanza

Nei corsi di laurea in Banca e Finanza proseguono gli appuntamenti con i protagonisti del mondo dell’impresa. Lunedì 3 maggio alle 14.30 il corso di Economia e gestione delle imprese ospiterà nella propria aula virtuale Teams Andrea Macchione, Ceo del Polo del Gusto, subholding che riunisce i business extra-caffè del Gruppo Illy. Macchione illustrerà agli studenti del corso di economia e gestione delle imprese il modello di business delle imprese dell’agroalimentare rivolte a segmenti alti del mercato, delineando le possibili evoluzioni future di un settore che, nonostante la pandemia, pare non conoscere crisi. Per informazioni e per partecipare all’incontro: francesco.raggiotto@uniud.it.

 

Laureato in Giurisprudenza all’Università di Torino, Macchione vanta un’ampia esperienza all’interno di alcune fra le più importanti imprese del food italiano di altissima gamma. È presidente di Prestat Group ltd dal 2018, uno dei più antichi marchi inglesi di cioccolato, fornitore ufficiale di Casa Reale, e amministratore delegato di Domori spa dal 2019, impresa d’eccellenza del cioccolato italiano. Dal 2020, Macchione è CEO di Polo del Gusto srl, holding del Gruppo Illy che riunisce i business extra caffè del Gruppo. La holding riunisce realtà di impresa di primissimo piano, operanti sui segmenti di più alta gamma del mercato food, equiparabili, nel proprio settore, alle più importanti maison del lusso.

 

Nel 2020, Macchione è stato premiato dalla rivista Forbes Italia come miglior CEO dell’anno per la categoria Food. «Un importante riconoscimento – commentano Cristiana Compagno e Francesco Raggiotto, docenti del corso di Economia e gestione delle imprese – che Forbes ha assegnato a 15 manager di diversi settori, che secondo il ranking della rivista si sono distinti per innovatività, resilienza e successo nel primo anno della pandemia». Macchione, in particolare, è stato premiato a fronte degli eccellenti risultati conseguiti da Domori dal suo approdo nel 2018, nonché a fronte del successo dell’operazione mini-bond Domori. «Una strategia finanziaria rara nel panorama del food italiano – sottolineano Compagno e Raggiotto – ma destinata a fare scuola nei modelli di sviluppo delle imprese del settore, a fronte dei nuovi, mutevoli scenari economici».