Vajont, Honsell (Open): E’ guerra dell’acqua tra regioni a scapito della memoria collettiva
“Quello che sta emergendo sul caso Vajont è inquietante: non siamo solo di fronte a un progetto industriale calato dall’alto, ma a una vera e propria “corsa all’oro bianco”, come affermato dalla stampa, che vede Friuli Venezia Giulia e Veneto rincorrersi per la gestione di centraline idroelettriche, mentre le comunità locali restano all’oscuro di tutto”. A dirlo è Furio Honsell, Consigliere regionale di Open Sinistra Fvg che spiega: “Un mese fa in Consiglio regionale avevamo proposto una interrogazione per sapere quale fosse il quadro complessivo dell’iter e delle interlocuzioni istituzionali relative all’ipotesi progettuale al momento conosciuta, il progetto Welly Red, e quali iniziative la Giunta regionale intendesse assumere, in considerazione della rilevanza storica e simbolica del sito, al fine di garantire un adeguato percorso di informazione e dibattito pubblico con le istituzioni locali e i territori interessati. A causa delle modalità con le quali erano stati organizzati i lavori, avevamo ricevuto solamente una risposta scritta laconica e burocratica, che semplicemente ci informava c’erano 30 giorni di tempo per riportare osservazioni, senza nulla dire sui rapporti con la Regione Veneto e sulla sensibilità nei confronti delle comunità. Le notizie di oggi confermano che vi sono nuovi progetti, come quello della Ceb srl in territorio veneto. È inaccettabile che i cittadini di Erto e Casso debbano scoprire dalle osservazioni tecniche della Provincia di Belluno che esistono altri impianti pronti a sfruttare lo stesso corso d’acqua. Questa “geometria variabile” della sacralità dell’acqua, denunciata dal sindaco Carrara, è l’esatto opposto della trasparenza e del rispetto che un luogo di dolore come il Vajont merita. La Regione non può continuare a trincerarsi dietro iter burocratici. Qui il tema non è solo tecnico o geologico, ma politico e morale. Chiediamo con forza chiarezza immediata su tutti i progetti pendenti nell’area, sia in FVG che in Veneto, e l’avvio di un reale dibattito pubblico. La politica non può restare a guardare mentre i privati si contendono i profitti dell’idroelettrico in un’area a pericolosità geologica elevata e dal valore storico inestimabile.”




