Vajont. Honsell (Open): il rispetto per i morti richiede trasparenza
“Già lo scorso 25 giugno come Open Sinistra Fvg avevamo denunciato la scarsa chiarezza di un progetto come la nuova centrale idroelettrica sul Vajont, che non prevede neppure il passaggio attraverso la Valutazione di Impatto Ambientale (Via). Ad oggi non sono chiari né i canoni che riceverebbero i cittadini di Erto e Casso, né le opere di compensazione, né quanto e come si intende scavare nella roccia, né quali saranno le metodologie per ridurre l’impatto dei lavori, ma soprattutto, ed è la cosa più importante, non è chiaro se i cittadini di Erto e Casso vogliano o non vogliano un’opera come quella prevista sul Vajont. Al di là degli imprenditori e degli amministratori devono essere proprio i cittadini, che sono gli eredi di quell’immane tragedia, a doversi esprimere attraverso un “dibattito pubblico”, sugli aspetti etici, economici e tecnici. Rendere possibile questo dibattito pubblico è la sola risposta che la politica può e deve dare per rispetto delle vittime e per dimostrare che una lezione è stata appresa dalle migliaia di morti dalle tremende conseguenze del disastro di 53 anni fa. Proprio in questo senso intendiamo chiedere alla Regione audizioni e trasparenza” dichiara il consigliere regionale Furio Honsell (Open Sinistra Fvg). “Solo pochi giorni fa, rispondendo al consigliere Carli in Consiglio regionale sul mancato ingresso nella Fondazione Vajont con la giustificazione di quote sproporzionate, l’Assessore Anzil ha ribadito
comunque a parole l’importanza di coltivare la memoria di quella tragedia che ha colpito la nostra comunità. Eppure, non entrando nella Fondazione si lascia che ne facciano parte e decidano come far conoscere quella vicenda gli eredi di quelle aziende che furono riconosciute colpevoli. La Fondazione Vajont infatti gestisce le visite, la formazione delle guide e l’organizzazione degli eventi di ricordo. Stupisce che di fronte alla scadenza odierna per la presentazione di osservazioni al Tribunale delle acque sulla centralina idroelettrica, assistiamo al silenzio e all’immobilismo delle istituzioni, lasciando
che a muoversi in solitaria sia solo l’Associazione Vajont” prosegue Honsell. “Luoghi simbolo di una ferita così profonda per la nostra comunità regionale non si difendono con la sola retorica o con risposte burocratiche. Se si riconosce il valore inestimabile di quella memoria, la Regione e gli enti locali devono utilizzare tutti gli strumenti giuridici a disposizione per restituire dignità e un ruolo da protagonisti ai cittadini. Su queste vicende servono coerenza e atti concreti e non lasciare andare avanti passivamente le proposte in ossequio a interessi mai chiariti.” conclude Honsell.




