Concerto Bocelli. Riccardi querela e evoca il complotto politico. Cerca il “Lavitola by Io sono Fvg”?
La miglior difesa è l’attacco. Deve aver pensato così l’assessore Riccardo Riccardi dopo aver letto che sulla vicenda del concerto di Bocelli arrivavano bordate da fuoco amico. Così ha deciso di reagire incaricando l’avvocato Maurizio Miculan di chiedere a LaVerità, l’immediata rettifica dell’articolo oggetto di contestazione, con richiesta di integrale pubblicazione del proprio intervento. Unica richiesta accolta dal quotidiano milanese, mentre le altre sono rimaste disattese. Miculan intimava “l’immediata rimozione del post pubblicato dal dott. Mario Giordano sul proprio profilo Instagram, avente ad oggetto l’argomento qui trattato e diffidava dal “reiterare la pubblicazione di notizie gravemente diffamatorie nei confronti del dott. Riccardo Riccardi”. Poi la classica minaccia “Rappresento che, laddove non si dovesse procedere nel senso indicato, agirò giudizialmente in ogni competente sede giudiziale a tutela dei diritti del mio rappresentato, senza ulteriori avvisi”.
Ma al di là di quanto scritto al quotidiano milanese, secondo l’avvocato, l’articolo potrebbe inserirsi in una più ampia campagna diffamatoria, anche considerando l’intervento di un altro quotidiano nazionale (Il Fatto Quotidiano ) nelle 24 ore successive e il recente sondaggio Swg sul gradimento dei politici regionali. “L’interesse giornalistico- spiega infatti Miculan dai microfoni di Telefriuli – nasce temporalmente anche a seguito di un sondaggio effettuato da SWG sul gradimento dei politici regionali che vede l’Assessore Riccardi come il più “popolare” tra gli stessi”.
La querela chiede quindi di accertare l’eventuale presenza di un mandante politico di una campagna diffamatoria in vista delle prossime elezioni. “In tal senso, prosegue il legale sempre dai microfoni dell’emittente, ho evidenziato degli elementi di sicura valenza indiziaria da me raccolti in questi giorni che potranno consentire alla Procura adita l’attivazione di ogni utile attività investigativa volta a far luce sull’accaduto.” Insomma ci manca solo venga evocato Lavitola e la nuova stagione dei complotti mediatici, per quella che invece è palesemente l’esplosione delle contraddizioni politiche del centrodestra, delle spaccature acuite dall’avvicinarsi delle elezioni. Uno scontro tra fazioni e ambizioni personali, evidenziate senza volere proprio dal riferimento dell’avvocato Miculan al presunto sondaggio premiante per Riccardi, per la sostituzione dell’incandidabile Massimiliano Fedriga che, fino ad oggi, pur facendo spesso il pesce in barile, riusciva comunque a tenere unità l’allegra brigata. Da parte nostra, che la vicenda della enormità della cifra spesa per quel concerto l’avevamo denunciata per primi, ribadiamo che tanto ci bastava per chiedere si facesse luce, lasciando fuori i parenti. Ribadiamo quanto da noi scritto giorni fa nell’editoriale “Concerto Bocelli, non nuova tangentopoli ma caso di “maladministration”. Cattiva gestione che genera spreco di denaro pubblico” (link in calce).
Riportiamo anche la controreplica del quotidiano La Verità che scrive e rilancia rivolgendosi all’avv. Miculan:
Mi spiace, caro avvocato, che l’assessore Riccardo Riccardi l’abbia presa male, ma noi abbiamo pubblicato solo fatti certificati e verificati. E quei fatti nessuno, neppure lei, può smentirli. È un fatto che: a) il concerto è costato oltre 3 milioni di euro (per l’esattezza 3.110.961 euro); b) è pronto un esposto all’Anac per chiedere di verificare le procedure seguite nell’assegnazione del bando; e c) la società che ha vinto il bando (Fvg Live) è di Luca Tosolini che è socio del figlio dell’assessore in altre società e in molteplici attività. Le sue diffide sono evidenti tentativi per cercare di mettere a tacere la notizia. Impresa difficile, a giudicare dai mezzi di informazione che l’hanno ripresa. E che comunque per quanto ci riguarda è destinata, come sempre, a cadere nel vuoto. Continueremo, come facciamo sempre, a raccontare i fatti. Ed è sicuramente un fatto l’esposto all’Anac così come sono fatti documentati, carte alla mano, quelli che abbiamo raccontato riguardo a quella procedura. Abbiamo spiegato fin dall’inizio che il concerto è stato deciso nella riunione del 16 gennaio 2026 dal Comitato per il cinquantennale del terremoto in Friuli, istituito dall’assessore alla Protezione civile: in quella sede fu anche decisa la somma da stanziare (guarda caso uguale a quella poi richiesta ufficialmente da Fvg Live srl due mesi dopo). Poi, con decreto del 10 marzo (n.51) la Protezione civile ha individuato la Direzione centrale attività produttive e turismo come soggetto proposto all’organizzazione dell’evento. Quindi è vero che formalmente è stata quest’ultima a conferire l’appalto (come abbiamo correttamente scritto). Ma di qui a dire che la Protezione civile non c’entra, caro assessore, ce ne vuole… Allo stesso modo l’assessore Riccardi non può negare nulla sui rapporti fra il vincitore del bando (la Fvg Live di Luca Tosolini) e suo figlio, che sono rapporti di natura societaria, d’affari e anche di strette relazioni familiari, anche se formalmente suo figlio non ha avuto subappalti per il concerto di Bocelli. Che è esattamente quello che abbiamo scritto. Dunque, di grazia, che cosa smentisce l’assessore? Perché minaccia querela? Perché dà l’impressione di voler zittire tutti? Si parla tanto in questi mesi di giornalismo d’inchiesta. Ebbene: l’assessore e l’intera giunta del Friuli Venezia Giulia anziché querelare dovrebbero ringraziare laVerità per aver fatto giornalismo d’inchiesta e aver portato alla luce, documenti alla mano, una vicenda che, evidentemente, ha bisogno di essere chiarita dagli amministratori e/o dall’Autorità anticorruzione. Siamo convinti infatti che sia nell’interesse di tutti spazzare le ombre attorno al concerto di Bocelli, che di sicuro, come dice l’assessore, è stato un grande successo. Ma proprio per questo non può lasciare dietro di sé il sospetto che qualcuno possa, in qualche modo, speculare su di esso e, ancor più, sulla memoria dei morti sotto le macerie del terremoto. Conoscendo l’amore dei friulani per la trasparenza e per l’onestà, siamo sicuri che non lo tollererebbero.




