Concerto milionario di Bocelli. In Regione Fvg polli disponibili a farsi spennare o caso di amichettismo ideologico?

Chi ha deciso di avere Bocelli il 7 maggio a Gemona? Chi ha considerato congrue le pretese dell’artista e della società che lo rappresentava? Perché lui e solo lui poteva essere l’artista che secondo il presidente della giunta regionale Massimiliano Fedriga rappresentava la solennità dell’evento? Il resto, compreso l’esborso di oltre tre milioni di euro,  è la conseguenza di tutte queste scelte. Secondo Fedriga: “la presenza di un artista di fama mondiale come Andrea Bocelli conferiva alla ricorrenza un respiro internazionale e contribuiva a trasmettere un messaggio universale: dal dolore può nascere una nuova speranza…. testimonianza viva di una comunità che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici”. Oibò parole roboanti, ma scritte sulla sabbia, anzi sulla terra insanguinata della caserma Goi di Gemona, dove quel concerto non ha lasciato nulla di permanente, tutto si è spento nel tempo dell’eco delle note musicali di un concerto tutto immagine, catering e propaganda. Allora cerchiamo di dare le risposte alle domande che centinaia di lettori ci hanno fatto anche tramite social.

Spulciando le carte e le dichiarazioni dei mesi scorsi, si capisce che l’evento, inserito nel calendario ufficiale delle commemorazioni promosso dalla Regione Fvg, ne ha assorbito gran parte delle risorse e che tutto è stato deciso da un Comitato per l’organizzazione degli eventi guidato dal Presidente della Regione Massimiliano Fedriga, con il ruolo di supervisore politico e principale promotore del palinsesto degli eventi. Tuttavia, è fondamentale distinguere la sua figura rispetto alla struttura tecnica e operativa del Comitato. Fedriga ha curato in prima persona la regia politica ( e temiamo di gusto musicale) mentre dal punto di vista prettamente amministrativo e operativo, il Comitato di coordinamento è stato istituito a Palmanova (nel quartier generale di Riccardi). Lo scopo,  pianificare gli eventi con  il coinvolgimento diretto in prima linea di diversi assessori della Giunta regionale. In particolare Riccardo Riccardi (Vicepresidente e Assessore alla Protezione Civile) sempre attivissimo, Barbara Zilli (Assessore alle Finanze) e Cristina Amirante (Assessore alle Infrastrutture e Territorio). Il Comitato ha operato in stretta sinergia con l’Associazione dei Comuni Terremotati. A questo comitato è spettata la gestione di oltre 6,17 milioni di euro,  di cui oltre tre milioni sono finiti nella voragine Bocelli. La spesa si suddivide principalmente in tre macro-voci di bilancio e stanziamenti straordinari. All’interno della legge di Stabilità sono stati stanziati 2,3 milioni di euro per finanziare il ricco calendario di eventi culturali, mostre, convegni e progetti didattici distribuiti sul territorio regionale. Ma evidentemente questi “eventi diffusi” non sono stati considerati propagandisticamente sufficienti, così ecco spuntare l’ideona del concertone con fondi attinti alle delibere per le grandi manifestazioni, la spesa più rilevante e discussa è stata quella per il concerto commemorativo di Andrea Bocelli (3.133.838 euro) tenutosi il 7 maggio 2026 presso la caserma Goi di Gemona del Friuli, ma ci sono poi 740.000 euro stanziati per i due grandi raduni nazionali d’arma, il 73° Raduno Nazionale dei Bersaglieri tenutosi a Lignano Sabbiadoro (290.000 euro) concesso a favore del Comitato organizzatore dell’Associazione Nazionale Bersaglieri e il Raduno degli Alpini del Triveneto, tenutosi a Gemona del Friuli.  450.000 euro a favore dell’Associazione Nazionale Alpini (ANA) – Sezione di Gemona del Friuli. Fondi che sono risorse aggiuntive e arrivano da un capitolo di spesa autonomo istituito appositamente con una variazione di bilancio successiva, ossia la Legge Regionale 5 marzo 2026, n. 3. Come detto solo i 2,3 milioni di euro stanziati dalla legge di Stabilità regionale sono stati distribuiti capillarmente ai Comuni della ex-zona terremotata attraverso un bando speciale basato sul principio della “memoria diffusa” . Una pioggia di euro la cui specifica vi risparmiamo che almeno hanno privilegiato i comuni a suo tempo colpiti direttamente dal sisma. Ovviamente la destinazione di quel fiume di soldi  era nella facoltà legittima ma criticabile, di  scelta politica di una giunta e maggioranza regionale che ha deciso di prendersi i meriti della ricostruzione “ora per allora”. Quindi anche la decisone di avere Bocelli è maturata nel comitato, pare dal vertice, nella logica di varie utilità, quella espressa pubblicamente è perché Bocelli è famoso, quella che resta sotto traccia è che non vuol dire fosse unica scelta possibile visto che di artisti famosi è pieno il paese. Ma c’è l’atroce dubbio che sulla scelta abbia pesato l’appartenenza d’area (caso Beatrice Venezi docet)  nell’alveo del complesso e acceso scontro tra meritocrazia artistica, ingerenza politica e polarizzazione ideologica all’interno delle istituzioni culturali italiane ma che, nel caso del Fvg, è passato liscio come l’olio.  Perché forse non tutti sanno che il mitico Andrea Bocelli, che purtroppo una malattia ha privato della vista,  deve aver affinato olfatto finissimo non solo nel sentire il profumo del denaro (lecito per un artista, intendiamoci) ma soprattutto il fiuto da volpe esperta quando di fronte si trova una controparte dal ventre molle e molto disponibile ad essere predata magari anche grazie all’intermediazione locale di chi ha avuto in questi anni l’abilità di monopolizzare, o quasi, la torta dei grandi eventi.  Ma tornando all’artista, non pare un caso infatti che nella media per ogni concerto il guadagno di Andrea Bocelli ( secondo una ricerca web) vari indicativamente tra i 150.000 e i 300.000 euro. Mettiamo anche fossero 500.000, c’è da pensare che solo in Fvg abbia trovato i polli che gli hanno dato un milioncino tondo tondo e per di più per un evento che commemorava quasi 1000 morti. Intendiamoci, che un musicante, che piaccia o meno, considerato nel gotha degli artisti  chieda anche cifre lunari, è legittimo, accettarle lo è meno, soprattutto quando il denaro speso è pubblico. Certamente più oculato è stato Donald Trump dato che  Bocelli alla Casa Bianca ha cantato gratis. Mentre nel 2021 lo stesso Bocelli non ha cantato l’Inno di Mameli alle ATP Finals di Torino perché la Federazione Italiana Tennis rifiutò di accogliere la sua richiesta di cachet di 125.000 euro per un’esibizione di soli dieci minuti. Tuttavia, avevano spiegato allora fonti vicine al cantante, è giusto fare una distinzione tra eventi privati o commerciali ed eventi istituzionali dello Stato. Quando Andrea Bocelli canta l’Inno di Mameli ai Fori Imperiali davanti al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione delle celebrazioni ufficiali del 2 giugno, lo fa a titolo completamente gratuito, prestando la sua voce come omaggio istituzionale alla Nazione, omaggio che evidentemente i terremotati del Friuli non meritavano e che invece ha meritato nel 2025 il presidente argentino Javier Milei (quello della motosega). Infatti in occasione di un incontro alla Casa Rosada di Buenos Aires il tenore si è esibito al pianoforte suonando il celebre tango “Por una cabeza” di Carlos Gardel e cantando “Bésame mucho”, in realtà Bocelli in quell’occasione ha rimediato una onorificenza: l’Ordine di Maggio al Merito con il grado di Commendatore.   In quell’occasione Andrea Bocelli ha dichiarato a Javier Milei di provenire da una famiglia totalmente liberale e di considerarsi anzitutto un cristiano. Ma già prima nel 2017 le tendenze politiche di  Bocelli si erano palesate,  inviò infatti un videomessaggio di supporto ad Atreju, la storica manifestazione giovanile di Fratelli d’Italia per non parlare delle canzoni che in passato, il leader della Lega Matteo Salvini ha spesso utilizzato con i brani del tenore durante i propri raduni politici, utilizzo per il quale lo stesso Bocelli espresse pubblico compiacimento. Ultimo recente episodio la Festa della Repubblica 2026, in occasione del concerto del 2 giugno finì nelle prima pagina della stampa nazionale , l’affettuoso bacio e il saluto tra il tenore e la Premier a margine dell’Inno di Mameli.  Bene forse tutto quadra…

Concerto di Bocelli: confermati gli oltre 3 milioni di costo. Un milioncino all’artista. Dalla Regione non proprio gestione da buon padre di famiglia