Disturbi alimentari nei minori, Liguori (Patto-Civica Fvg): Alzare livello d’attenzione e strutture dedicate all’età evolutiva

«È necessario alzare il livello di attenzione sui disturbi del comportamento alimentare nei minori, un fenomeno in crescita che non può più essere considerato marginale». È quanto ha dichiarato la consigliera regionale Simona Liguori (Patto per l’Autonomia-Civica Fvg), che oggi in Consiglio regionale ha presentato un’interrogazione urgente sul tema.

Nel suo intervento, Liguori ha sottolineato come sia in fase di avvio la struttura residenziale di Cammino al Tagliamento, destinata ad accogliere persone con disturbi alimentari in forma grave che necessitano di ricovero. «Si tratta di un passo importante, che va nella direzione di rafforzare la rete di cura sul territorio», ha evidenziato. Tuttavia, accanto a questo sviluppo positivo, emerge un dato preoccupante: l’aumento dei casi di anoressia e bulimia nell’età evolutiva. «Non si tratta più solo di adolescenti – ha spiegato – ma sempre più spesso i segnali compaiono già a 10 o 11 anni, in bambini che iniziano a sviluppare un rapporto problematico con il cibo e con il proprio corpo».

Proprio alla luce di questa realtà, la consigliera ha sollecitato una riflessione specifica sulla disponibilità di posti letto residenziali dedicati ai minori, con percorsi e ambienti adeguati alla loro età e alla delicatezza della fase di crescita. Nel corso della discussione in Aula, la Giunta ha rassicurato sulla volontà della Regione di garantire la massima attenzione alla fascia 0-18 anni, sottolineando come la presa in carico dei minori rappresenti una priorità nella programmazione sanitaria regionale, pur senza definire al momento il modello organizzativo del servizio.

Nella replica, Simona Liguori ha riportato l’attenzione su un dato che non può essere sottovalutato. «Abbiamo ritenuto necessario sollevare il tema dei disturbi alimentari nell’età evolutiva – ha spiegato – perché non possiamo far finta che sia un fenomeno marginale». La consigliera ha ricordato come, dopo il periodo del lockdown, i disturbi della condotta alimentare siano aumentati di circa il 30%. «È una crescita che impone alla Regione una responsabilità chiara. Esiste una rete territoriale che funziona, con servizi ambulatoriali e diurni di qualità, e questo va riconosciuto. Ma sappiamo anche che stanno aumentando le richieste di ricovero».

Da qui la richiesta di un passo ulteriore: «Proprio per questo – ha concluso Liguori – un centro residenziale dedicato all’età evolutiva sarebbe particolarmente importante. Credo che questa debba diventare una priorità, con indicazioni puntuali alle aziende sanitarie. Intervenire precocemente sui disturbi alimentari significa non solo tutelare la salute dei più giovani, ma anche preservare relazioni, percorsi di crescita e futuro».