Sanità Fvg, (Acoi): “su rete oncologica decisioni giunta regionale siano condivise con comunità scientifica
“Le scelte sulla chirurgia oncologica non possono essere un atto unilaterale: vanno costruite con la comunità scientifica e con i professionisti che ogni giorno curano i pazienti”. Così Vincenzo Bottino, presidente di ACOI (Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani), interviene nel dibattito aperto in Friuli Venezia Giulia dopo le dichiarazioni dell’assessore regionale Riccardi sulla riorganizzazione della rete oncologica.
“Sicurezza e qualità delle cure sono il nostro baricentro. La concentrazione dei volumi è uno strumento utile ma non è un dogma. I numeri del DM 70 nascono da evidenze di dieci anni fa e, per alcune patologie, non riflettono più la realtà epidemiologica e il progresso tecnico-scientifico. Oggi bisogna governare le reti con indicatori di esito misurabili – mortalità, complicanze, riammissioni, radicalità oncologica – dentro PDTA con tempi certi”, spiega Bottino. “Per questo ACOI sta lavorando quotidianamente con le istituzioni nazionali, i ministeri e con Agenas per aggiornare criteri e metriche, rendendo la raccolta dati per singola Unità Operativa e non per sola struttura, così da valutare davvero le competenze delle équipe”.
Bottino chiede di distinguere con chiarezza: “Le patologie più complesse per gestione operatoria e post-operatoria – pancreas, esofago, fegato – hanno senso negli Hub; colon, retto e stomaco possono essere trattati in sicurezza anche in Spoke che rispettino standard di esito e di processo e che garantiscano la presa in carico in urgenza. Un equilibrio ben disegnato evita l’intasamento degli Hub, riduce la mobilità passiva e preserva prossimità ed equità di accesso”. Il presidente ACOI contesta l’idea che rivolgersi agli ospedali periferici sia “meno sicuro”: “È un messaggio fuorviante e ingiusto verso tanti professionisti che ogni giorno garantiscono cure di qualità. La rete si qualifica fissando obiettivi di esito, audit trasparenti e formazione sul campo, non screditando i presìdi Spoke che funzionano. Come presidente della comunità scientifica dei chirurghi ospedalieri, non posso non esprimere il mio disappunto nell’apprendere che un intervento chirurgico oncologico sia considerato dal vertice della sanità regionale friulana ‘una prestazione occasionale’ senza considerare la complessità del percorso in cui esso è inserito e ciò che ne consegue, sia sul piano della responsabilità clinica che organizzativa, per l’équipe coinvolta”. Bottino raccoglie anche il richiamo alla responsabilità dei clinici: “Se, come ha detto l’assessore, spetta ai professionisti valutare eventuali correttivi, allora sediamoci al tavolo e lavoriamo sui dati. ACOI rappresenta migliaia di chirurghi, negli Hub e negli Spoke: mettiamo a disposizione indicatori, analisi e proposte operative. In Veneto il confronto con i professionisti ha portato a correzioni utili: si può fare anche in Friuli Venezia Giulia”.
La conclusione è un invito al dialogo istituzionale: “Non è una disputa tra categorie né un derby tra ospedali. È un tema di verità clinica e di diritti dei pazienti. Siamo pronti a incontrare l’assessorato e la Presidenza della Regione, com’era già in programma per i prossimi giorni, per aggiornare la delibera sulla rete oncologica, tarando l’attuazione sugli esiti reali e costruendo una rete che funzioni davvero sul campo”, chiude Bottino.




