Si è svolto a palazzo Torriani il convegno su Intelligenza artificiale per la manifattura del futuro

“Siamo la seconda manifattura in Europa e la settima al mondo, nonostante tutto; ma il rischio di retrocedere è concreto. L’Italia è al quartultimo posto secondo l’indice di digitalizzazione dell’economia e della società definito dalla Commissione UE rispetto ai 28 Stati, che misura il progresso degli Stati membri dell’Unione verso un’economia e una società digitale. Dobbiamo renderci tutti conto che Il mondo sta cambiando e lo sta facendo con una velocità esponenziale. Cambia la tipologia delle imprese leader globali, da manifattura a servizi digitali, e cambia anche la loro nazionalità. Nella classifica delle 50 società più grandi al mondo per capitalizzazione di borsa nel 2018, troviamo imprese di informatica, elettronica, ICT e servizi online. La motivazione di questo ribaltamento del mercato si chiama trasformazione tecnologica, Industria 4.0. Ecco: se non saremo in grado di adeguarci velocemente a questo paradigma, la nostra manifattura declinerà inevitabilmente. E con lei, visto che è la spina dorsale dell’economia italiana, declinerà il nostro Paese”.

E’ quanto ha dichiarato Anna Mareschi Danieli, Presidente di Confindustria Udine, aprendo questo pomeriggio, a palazzo Torriani, il convegno dal titolo “L’intelligenza artificiale per la manifattura del futuro”, promosso da Industry Platform 4 Fvg e Digital Innovation Hub Udine.

“La trasformazione digitale – ha aggiunto la numero uno degli Industriali friulani – riguarda tutte le nostre imprese, dalle piccole alle più grandi, come conseguenza di un fenomeno che cambia le attitudini e i comportamenti dei consumatori e più in generale le abitudini di un’intera società. Nel manifatturiero, la differenza nel contesto dell’Industria 4.0 la farà proprio la collaborazione tra “nuovo modo di fare impresa” e “nuovo tipo di consumatore”. Tuttavia le imprese non possono fare sempre tutto da sole perché la digitalizzazione è una decisione strategica che deve arrivare dalla politica”.

Ha concordato Sergio Emidio Bini, Assessore Regionale alle Attività Produttive e Turismo: “Il momento è veramente cruciale per la nostra economia e per le nostre imprese che, in Friuli Venezia Giulia, sono costituite per il 95% da aziende di piccole e media dimensione. Le nostre realtà produttive vanno aiutate a traguardare la quarta rivoluzione industriale. La Regione FVG non è all’anno zero: la Giunta Regionale, in tutte le sue più recenti legiferazioni, a cominciare dalla Finanziaria, sta infatti supportando le imprese, in particolar modo della manifattura, sul fronte della digitalizzazione spinta”.

Per Stefano Casaleggi, di IP4FVG nonchè Direttore Generale di Area Science Park, “l’intelligenza artificiale ha infinite potenzialità e numerosi campi di applicazione molti dei quali hanno un impatto diretto sul mondo imprenditoriale. Ma per renderla fruibile e sfruttarla al meglio sono necessarie competenze specializzate e professionalità dedicate. Sono quelle che IP4FVG, il digital innovation hub del Friuli Venezia Giulia, mette in campo per supportare la trasformazione digitale delle imprese. Un team nato e sostenuto da un partnership pubblico-privata focalizzato su temi e attività essenziali per far crescere la competitività del territorio”.

Dino Feragotto, Vice Presidente di Confindustria Udine, ha ricordato come sia proprio l’intelligenza artificiale la specializzazione che si è data il Digital Innovation Hub di Udine, parte integrante della piattaforma regionale Industry Platform 4 FVG. “Nei primi mesi di attività – ha spiegato Feragotto – le attività del DIH di Udine si sono concentrate sull’orientamento verso l’ecosistema dell’innovazione, l’accompagnamento delle imprese alla valutazione della loro maturità digitale e le azioni di sensibilizzazione e di formazione su queste tematiche, attraverso l’organizzazione di seminari e di incontri con l’impresa”.

Angelo Montanari, Prorettore Vicario dell’Università degli Studi di Udine, ha evidenziato come ”quello dell’intelligenza artificiale sia uno dei temi di punti che vedono impegnato l’ateneo friulano anche sui tavoli nazionali. In questo momento l’Università di Udine è coinvolta su diversi filoni, tra cui quelli attinenti i ragionamenti degli aspetti simbolici dell’intelligenza artificiale, legati alla pianificazione e alla robotica, e quelli inerenti l’apprendimento automatico delle conoscenze in materia (machine learning). Tra l’altro, l’ateneo sta lavorando all’avvio di un corso di laurea magistrale internazionale su queste problematiche”.

Il workshop ha presentato i principali trend tecnologici in ambito di Intelligenza Artificiale e ha dato voce alle imprese per confrontarsi sulla strategia per la manifattura del futuro.

Nicola Gatti, Laboratorio Cini e Direttore Osservatorio Artificial Intelligence Politecnico di Milano, si è soffermato sulla ricerca al servizio delle imprese, rimarcando come “lo sviluppo di un sistema di intelligenza artificiale sia spesso un problema di ricerca industriale da risolvere realizzandolo in casa propria, anche perché se un’azienda va sul mercato per acquistare strumenti pronti all’uso può trovare prodotti per soli pochi scenari applicativi, limitati all’elaborazione dei testi e al riconoscimento delle immagini”.

Romeo Pruno, Industry Advisor, Microsoft Italia, ha ricordato, tra l’altro, le potenzialità dell’intelligenza artificiale per il sistema delle PMI. Essa, infatti, grazie al Cloud Computing, ai Big Data, all’Internet of Things e al Data Science, permette di: ridurre il capitale circolante attraverso la visibilità e il controllo su tutti i livelli della catena del valore; incrementare i margini, portando alla luce i costi occulti del processo di produzione; sostenere la redditività in virtù delle strategie di previsione della domanda e offerta.

Valentina Carlini, dell’Area Politiche Industriali di Confindustria, ha ricordato come il Gruppo di lavoro Digitalizzazione di Confindustria abbia individuato i criteri con cui approcciare al tema dell’Intelligenza Artificiale. “Abbiamo puntualizzato come l’industria resti sempre al centro di questa nuova sfida; come l’intelligenza artificiale vada diffusa nella società, anche tra i cittadini e non solo nelle imprese, e come la stessa intelligenza artificiale non sia un qualcosa di diverso dall’Industria 4.0, ma ne rappresenti invece una sua declinazione. L’intelligenza artificiale è un acceleratore della digitalizzazione”.

L’incontro si è concluso con la tavola rotonda “Le imprese, la ricerca e le opportunità per il manifatturiero”, moderata da Luca Tremolada, giornalista del Sole 24 Ore, che ha acceso i riflettori anche sul fatto che “l’Europa sta perdendo il treno dell’intelligenza artificiale. I dati sono al momento in possesso o di Amazon, Facebook e Google oppure dei cinesi”. Alla tavola rotonda hanno partecipato: Valentina Carlini, dell’Area Politiche Industriali di Confindustria; Alessandro Ardesi, CEO Danieli Automation Spa; Marco Barbina, Direttore Software Engineering Divisione Airborne and Space Leonardo Spa; Nicola Gatti, Laboratorio Cini e Direttore Osservatorio Artificial Intelligence Politecnico di Milano, Romeo Pruno, Industry Advisor Microsoft Italia, e Gian Luca Foresti, Direttore Dipartimento Scienze Matematiche, Informatiche e Fisiche, Università di Udine. Quest’ultimo ha annunciato l’imminente partenza della Summer school in intelligenza artificiale che vede tra i suoi organizzatori il Ditedi, l’Università di Udine e il DIH Udine. Va infatti ricordato che il DIH Udine punterà sulla specializzazione di due laboratori dimostratori “Living Lab”, che saranno realizzati con le risorse di IP4FVG, presso l’Università di Udine in via Sondrio sui temi “Analisi dei dati e intelligenza artificiale”. Le imprese friulane sono a fianco di questo progetto che risulta strategico per la competitività e l’attrattività dl nostro territorio. “Potremmo così realizzare – ha commentato il Vice-Presidente di Confindustria Udine, Dino Feragotto – un modello innovativo per l’Italia, ma non per il mondo anglosassone, ovvero il Campus universitario”.

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